«L'ufficio archeologico di Sibari va potenziato, non smembrato». È quanto chiede al Governo, con un'interrogazione indirizzata al ministro della cultura Sandro Bondi, il deputato Cesare Marini, sottolineando l'urgenza non solo di salvaguardare l'esistente, ma anche e soprattutto di promuovere nuove campagne di scavi. Afferma il parlamentare calabrese: «La nuova organizzazione degli uffici territoriali, concordata con le organizzazioni sindacali aziendali, riguarda l'articolazione territoriale degli otto uffici periferici dai quali dipendono i musei archeologici nazionali esistenti in Calabria. Essa penalizza, inspiegabilmente, l'ufficio di Sibari, che subisce un forte ridimensionamento delle competenze mentre vengono ampliate le sedi di Scalea, Crotone e Roccelletta di Borgia. Addirittura, in maniera cervellotica, la città capoluo-go di Cosenza viene accorpata all'ufficio di Roccelletta di Borgia, in provincia di Catanzaro». Prosegue Marini: «La decisione della Soprintendenza regionale evidenzia una manifesta sottovalutazione dell'importanza di Sibari». Aggiunge il deputato del Pd: «Proprio tale centralità dell'area aveva consigliato la costituzione di un ufficio composto da settantuno dipendenti in possesso di diversi profili professionali, secondo un modello organizzativo ora posto in dubbio da una scelta frutto di una procedura discutibile, fondata sull'accordo con la Rsu ma inficiata dalla incompetenza per materia delle organizzazioni sindacali aziendali». Seguono le conclusioni: «Chiedo di sapere - chiosa Marini - quali iniziative intenda prendere il Ministro interrogato per ripristinare le competenze territoriali esercitate dal 1970 dall'Ufficio di Sibari e se non ritenga opportuno potenziare lo stesso, favorendo una nuova e più incisiva campagna di scavi».