ROMA. «Una miniera di petrolio a costo zero», così il neo manager dei musei italiani, Mario Resca, definisce il patrimonio custodito nei musei italiani. E sottolinea che dovrà attirare in Italia sempre più turismo culturale, «lavorare sull'immagine, fare marketing. Far circolare le nostre opere nel mondo». A Dubai, dice, sono orgogliosi di ospitare le collezioni del Louvre, «dalla risorsa dei beni culturali dobbiamo generare ricavi». L'imprenditore ferrarese, indicato venerdì scorso dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi per guidare la nuova direzione generale del ministero che dovrà valorizzare la rete museale italiana, spiega di non essersi mai occupato di beni culturali, ma di non considerare questo un problema. «Non sapevo nulla di ristorazione e per dodici anni ho guidato la McDonald's italiana sottolinea Mario Resca - Non sapevo niente neanche di gioco e ora dirigo il Casinò di Campione». Resca ha 63 anni ed è laureato in Economia e commercio alla Bocconi di Milano. Vanta una lunga e variegata carriera fitta di incarichi tra editoria, finanza ed alta moda. Da ricordare tra l'altro che nel 1974 venne nominato direttore della Biondi Finanziaria (gruppo Fiat). Dal 1995 al 2007 è stato presidente e amministratore delegato di McDonald's Italia. A disegnare l'attività della direzione - che si articolerà in 10 uffici dirigenziali di livello non generale - e del super direttore è in particolare l'articolo 8 del provvedimento firmato da Bondi, che presto - probabilmente il 28 novembre - dovrebbe arrivare all'esame del consiglio dei ministri. In tutto 6 punti, nei quali si spiega tra l'altro che il direttore generale dovrà esprimere il parere sui programmi annuali e pluriennali di intervento proposti dai direttori regionali; dovrà assicurare l'incremento delle raccolte; dovrà esprimere la volontà della amministrazione quando c'è una richiesta di pagare delle imposte cedendo un'opera d'arte o beni destinati alle raccolte di musei; autorizzerà il prestito di beni pertinenti alle raccolte di musei, pinacoteche, gallerie, decide se assumere il rischio in caso di opere da prestare a mostre esposizioni; dichiara il rilevante interesse scientifico di mostre ed esposizioni; elabora, su proposta delle direzioni regionali i programmi per studi, ricerche, iniziative scientifiche in tema di catalogazione e archiviazione; stabilisce, sentiti gli organi consultivi, criteri e linee guida per la ricezione in comodato o in deposito di cose o beni da parte di musei, gallerie, pinacoteche; decide i ricorsi amministrativi contro i dinieghi di attestato di libera circolazione. Polemico Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la bellezza: «Siamo al Fast food museale». Il ministro Bondi, ricorda Emiliani, «aveva garantito per il ruolo quanto mai discutibile di super direttore dei musei statali un concorso di livello internazionale. Nulla di tutto ciò con la nomina diretta dell'ex presidente del Casinò di Campione e dell'ex ad di Me Donald's Italia».