Declina un auspicio nell'intervista con il direttore de Il Domenicale Angelo Crespi: "Spero di poter lavorare per fare qualcosa che resti nella storia del nostro Paese". Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali chiude la sessione dei dibattiti in una sala che alle 20,30 è ancora gremita e attenta. Parla della sua mission "difendere e valorizzare il patrimonio culturale e artistico dell'Italia, unico al mondo e di valore inestimabile", declina il metodo "utilizzare le poche risorse a disposizione non distribuendole a pioggia ma destinandole ad un progetto, ad un piano al quale sto lavorando e riguarda i musei italiani e le aree archeologiche". Contrappone alla "cultura del fare che il Pdl incarna" una "sinistra che non ha più cultura". E cita il caso della tramvia di Firenze. "Pensate che a Firenze la sinistra vuol far passare un tram accanto al Duomo e al Battistero, e questa loro la chiamano cultura... è una pura follia. E la cosa assurda è che a Firenze hanno fatto perfino un referendum che la sinistra ha perso perché i cittadini hanno detto che quel tram accanto al Duomo non lo vogliono. Ma loro non tengono conto neanche di questo e questa per loro sarebbe cultura...". Poi Bondi si corregge e dice che sì, in fondo "questa sinistra una cultura ce l'ha: è una cultura fondata sull'individualismo. Il punto è che la sinistra si è trasformata in una forza conservatrice che ormai esprime una cultura radicale. E da questo punto di vista possiamo dire che ha vinto la cultura di Pannella, una cultura di massa". Poi torna a parlare delle cose da fare e della situazione che ha ereditato: "II governo Prodi aveva realizzato lo strumento delle Fondazioni lirico-sinfoniche per attrarre investimenti e risorse locali, ma tutto ciò è fallito. Solo nel 2008 i tredici teatri lirico-sinfonici hanno accumulato un debito di 18 milioni. Risorse che ho dovuto destinare per tappare il buco sottraendole ad altri settori che hanno bisogno di risorse". Infine ricorda il recente incontro con i sindaci e i sovrintendenti dei tredici teatri italiani ai quali "ho proposto di lavorare insieme per affrontare la grave situazione debitoria che stanno attraversando. Ho trovato disponibilità, anche da parte di molti sindaci di sinistra. Insieme dovremo trovare un equilibrio tra risorse statali, quelle degli enti locali e gli investimenti dei privati. Ma per incentivare la presenza dei privati occorre approntare leggi che prevedano una defiscalizzazione degli investimenti da parte dei privati. Io intendo procedere in questa direzione, spero con il contributo e il senso di responsabilità di tutti".