"Cultura, creativita' e competitivita"' sono le tre parole che caratterizzano la settima edizione della "Settimana della Cultura d'Impresa" organizzata dalla Commissione Cultura di Confindustria il cui presidente, da luglio, e' Alessandro Laterza, amministratore delegato della casa editrice di famiglia. Una settimana che si concludera' il 23 novembre, che vede l'organizzazione di oltre cinquanta eventi disseminati sull'intero territorio nazionale con il sostegno di Intesa San Paolo e la partecipazione di Museimpresa, con l'obiettivo di promuovere il sodalizio tra cultura e impresa, un connubio che non e' "affatto una novita"', spiega all'Adnkronos Cultura Alessandro Laterza. "Anzi - aggiunge - il nostro territorio nazionale e' costellato di iniziative che sia il sistema associativo che le singole imprese portano avanti in campo culturale in senso stretto in ambito delle belle arti. C'e' una quantita' veramente significativa di attivita' che vengono svolte da tempo -osserva Laterza- Un esempio potrebbe essere quello di Torino dove da tempo e' attiva una consulta nell'ambito della Confindustria piemontese, che ha iniziato un'attivita' di recupero e valorizzazione dei beni culturali. Alla consulta fanno capo imprese che finanziano un fondo attraverso il quale vengono poi realizzati interventi di recupero e valorizzazione di alcune aree individuate. L'ultimo intervento ha interessato Villa La Regina che fu una residenza reale. Certo, questa attivita' va poi intensificata, fermo restando che nessuno di noi ritiene che l'intervento dei privati puo' sostituire la mano pubblica, puo' integrarla ma non sostituirla". Un sodalizio, quello tra impresa e cultura, che in questo momento storico particolare, in cui la crisi economica preoccupa ogni possibile investimento, puo' fare da traino verso mercati esteri dove l'immagine dell'Italia e' "fortemente legata alla sua connotazione di luogo di grande storia e come bene culturale diffuso". Quindi, la cultura come input per le imprese? "Questa e' la nostra scommessa - replica Laterza - Questa e' certamente una delle ipotesi, una delle strade che pensiamo di percorrere: far si che i beni culturali diventino attrattori economici, turistici in primo luogo".