Celato per anni sotto una patina scura Il sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali: "Un complesso che rappresenta un vero e proprio 'vocabolario' della nostra storia". Il restauro durato circa quattro mesi Per troppi anni celato da una patina scura che lo ricopriva, torna a mostrarsi in tutta la sua maestosità e dopo un restauro durato circa quattro mesi, il portale marmoreo denominato 'Del paradiso', parte integrante del Complesso di Santo Spirito in Sassia a Roma. L'opera rinascimentale, attribuita alla scuola dello scultore e architetto lombardo Andrea Bregno, è "una delle più grandiose e belle - ha sottolineato il soprintendente al Polo Museale Romano, Claudio Strinati - di tutto il primo Rinascimento romano, e testimonia la passione per l'antichità classica che questi maestri nutrivano". L'intervento di pulizia, finanziato dalla Giubilarte Eventi, società che gestisce il Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia, e curato dalla restauratrice Barbara Di Claudio (sotto la direzione di Rossella Vodret e Anna Maria Pedrocchi), è consistito nella rimozione di tutti i depositi superficiali e delle incrostazioni, nell'asportazione delle stuccature in colofonia, gesso e cemento, nel trattamento delle parti metalliche e nella stuccatura delle microfratture. Le zone discordanti, inoltre, sono state ritoccate con colori ad acquarello. "Questo restauro è un evento importante per Roma - ha sottolineato il sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Maria Giro - perchè il Complesso Santo Spirito in Sassia è centrale nella storia dell'arte, della chiesa e delle vicende politiche di questa città e di questo Paese. Esso rappresenta un vero e proprio 'vocabolario' della nostra storia che deve essere custodito e valorizzato. L'impegno dell'amministrazione centrale, attraverso le soprintendenze, è orientato alla valorizzazione dei beni culturali, attraverso i quali si può trasmettere alle future generazioni un mondo migliore". Sorto sulle rovine della Villa di Agrippina, il Complesso Santo Spirito in Sassia fu edificato dal re sassone Ina nel 727 d. C. per accogliere i pellegrini inglesi che venivano a Roma a visitare la tomba di Pietro. Più volte danneggiato da incendi e saccheggi, il Complesso venne ricostruito da Marchionne d'Arezzo nel 1198, sotto il pontificato di Papa Innocenzo III, e affidato all'Ordine degli Ospedalieri di Santo Spirito per l'assistenza ai malati, ai poveri, ai neonati abbandonati. Il successivo rifacimento ed ampliamento venne realizzato dall'architetto Baccio Pontelli tra il 1471 e il 1478 per iniziativa di Papa Sisto IV, che oltre a commissionare un ciclo pittorico formato da 46 scene, perchè "voleva stabilire un nesso tra se stesso - ha spiegato il soprintendente Strinati - e Papa Innocenzo III, e al tempo stesso autocelebrare le proprie gesta", fece erigere da Andrea Brembo due portali in marmo, uno sotto il portico della facciata orientale di dimensioni modeste, l'altro, denominato 'Del Paradiso', che si presenta "quale meravigliosa enciclopedia - secondo Strinati - di dettagli decorativi e di simbolismi, oltre ad essere una dichiarata celebrazione del committente, con i continui riferimenti scultorei all'emblema della famiglia dei Della Rovere". Prima dell'intervento di restauro del portale che ha restituito a Roma uno "dei pochi esempi del periodo Rinascimentale di questa città, non si riusciva a vederlo, non se ne potevano osservare i particolari perchè era totalmente nero, ricoperto da una patina scurissima. Dall'intervento di pulitura, che è stato condotto in modo molto cauto dalla dott.ssa Di Claudio, è uscito fuori un contesto sconosciuto ai più. Gli storici dell'arte ne avevano parlato raramente - ha concluso Strinati - mentre adesso si può osservarlo in tutto il suo splendore". Una mostra fotografica, allestita nel Complesso e visitabile da oggi al 17 gennaio 2009 (durante le visite guidate), spiegherà attraverso una serie di immagini e documentazioni tecniche l'intero intervento di restauro.