E' l'idea del Comune contro la sosta selvaggia alle Carceri L'assessore Gregori: «La piazza merita di essere riqualificata ma i controlli sulle auto spettano anche ai vigili urbani» PRATO. Bellissima. E' l'aggettivo più ricorrente con cui piazza Santa Maria delle Carceri, grazie alla sua chiesa rinascimentale e al Castello dell'Imperatore, viene descritta. Probabilmente se potesse parlare chiederebbe meno complimenti e più fatti per la sua valorizzazione. Dagli scarabocchi lasciati sui muri della chiesa da adolescenti che non sanno distinguere la tastiera del proprio cellulare da un monumento storico, fino ad arrivare al parcheggio selvaggio davanti al Castello, la piazza da tempo sopporta sfregi che ne smorzano l'armoniosità. L'ultima osservazione sull'estetica compromessa della piazza è arrivata dal consigliere comunale Massimo Taiti, per il quale la soluzione adottata per consentire l'accesso ai disabili al Castello non è delle migliori se si desidera anche salvaguardare il monumento. Tanto da commentare, sarcastico, che la piattaforma in ferro posta davanti all'ingresso del Castello, lo faccia somigliare ad una palestra di periferia. Lavori in corso a parte, il problema più diffuso è senz'altro quello della sosta delle auto davanti al Castello. Non passa ora o giorno in cui le macchine, magari mastodontoci Suv, non affollino il sagrato. Giuseppe Gregori, assessore comunale al Centro storico, riferendosi alla questione, spiega di non aver rinunciato all'idea di riqualificare la piazza. «Piazza delle Carceri è una delle più belle d'Italia - spiega - e senz'altro deve essere riqualificata. Per impedire alle auto di salire sul marciapiede davanti al Castello, prima dell'estate abbiamo previsto di mettere delle catene bronzate, dei paracarri come in via San Giorgio. Comunque il compito di impedire la sosta selvaggia spetta soprattutto ai vigili urbani». Quanto ai tempi e ai modi per l'installazione dei paracarri, abbiamo sentito l'assessore ai Lavori pubblici Enrico Giardi. «Rientreranno nell'appalto dell' eliminazione delle barriere architettoniche al Castello - dice - Stiamo studiando con la Soprintendenza gli elementi più adatti alla piazza». Me.Ma.