II ministro ai beni culturali incontra i rappresentanti dei lavoratori: «Sto cercando di riaprire prima possibile i concorsi per nuove assunzioni» FIRENZE La coda arrivava fin sul Lungarno ieri mattina alla Galleria degli Uffìzi. La protesta dei lavoratori precari del Polo museale fiorentino ha avuto come primo effetto quello di ingolfare il normale flusso dei visitatori del museo a causa della sua chiusura dalle 8 alle 11.30. Ma in ballo c'erano faccende serie: l'ipotesi di assunzione di altri lavoratori precari o interinali per gestire le nuove sale degli Uffizi, che verranno aperte il 6 marzo, e il trasferimento di quelli che attualmente lavorano in spazi museali minori, che rischierebbero così la chiusura. Tre dei loro rappresentanti hanno incontrato il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, che ha lanciato segnali di rassicurazione per il futuro. Ma ancora tutti da verificare. «Sono al lavoro insieme al collega della Funzione pubblica - ha rassicurato il ministro - per riaprire il prima possibile i concorsi per nuove assunzioni, che speriamo possano avvenire quanto prima». Intanto, il loro stato rimane da precari, senza nessuna sicurezza per il futuro immediato, scarsa anche per il presente. Molti di loro sono stati assunti nell'anno del Giubileo, per sopperire alle emergenze di una stagione che vedeva moltiplicarsi all'inverosimile le attività di lavoro. Il problema era però che le strutture museali dei nuovi entrati ne avevano bisogno eccome. A prescindere dal giubileo. «È così - conferma il ministro Urbani - per questo i loro contratti sono stati via via rinnovati». Ma il punto è proprio questo, i contratti, è vero, sono stati rinnovati ma sempre a tempo determinato. «Siamo in condizioni economiche declinanti - conclude il ministro - e ciononostante siamo attivi per trovare una soluzione al più presto». Fino a quel momento intanto rimane la preoccupazione per il futuro, con la prospettiva della chiusura di piccoli siti, come Villa Petraia e il giardino di Castello, e il rischio di assunzioni di altri precari prima che la loro situazione sia stata sistemata. «Nonostante una carenza di personale in tutti i musei - incalzano i precari - presto saranno aperti nuovi spazi espositivi agli Uffizi e si prospettano future chiusure di piccoli ma importanti siti, come Villa Petraia ed il Giardino di Castello, per reperire lavoratori precari che garantiscano l'apertura delle nuove sale». La loro richiesta è chiara: «Chiediamo che l'organico necessario sia individuato prima di tutto garantendo posti di lavoro stabili agli attuali precari».