CARAVAGGIO PIÙ LUMINOSO CHE MAI Per vederlo preparatevi ad affrontare una coda a serpentone stile check-in dellaeroporto, che dallingresso del Teatro alla Scala attraversa tutta la piazza prima di imboccare il portone di Palazzo Marino. Sì, perché il Caravaggio Odescalchi, arrivato a Milano da pochi giorni per la mostra prodotta da Aleart col sostegno dellEni, ha attirato fin da subito un flusso di visitatori da fare invidia alle partite del derby. Un po per linteresse del dipinto, capolavoro meno conosciuto del maestro, prima versione respinta e censurata della più celebre tela con la Conversione di San Paolo in Santa Maria del Popolo a Roma. E un po per il lancio pubblicitario in linea con la moda dei quadri in tournée (ricordate nel 98 il tormentone per trasferte della Dama con lermellino?), condito questa volta di dettagli sullassicurazione, pari a 60milioni di euro, e sulle misure di sicurezze degne di un capo di stato. Ad attrarre la curiosità, oltre agli esiti visibili dellultimo restauro, condotto nel 2006, documentato da un catalogo Skira e durato sei mesi nella casa romana della principessa Nicoletta Odescalchi, sono stati i provvedimenti per il trasporto richiesti dal Ministero per i beni e le attività culturali e che hanno visto il dipinto partire da Roma imballato in una doppia cassa a microclima, chiuso in un camion blindato che, per abbattere il rischio di incidente in autostrada, ha intrapreso dodici ore di viaggio su strade secondarie prima di approdare a Palazzo Marino. Qui, nella Sala Alessi ? dal nome dellarchitetto che nel Cinquecento costruì il palazzo, oggi sede del Municipio, per il mercante genovese Tomaso Marino ? cera ad aspettarlo una squadra di tecnici, studiosi e restauratori, oltre a Alessandro Goppion, lartigiano specialista di allestimenti per musei, che ha brevettato un sistema di vetrine già installato per la Gioconda e i Gioielli della Corona di Londra e che ha progettato una teca ad hoc in cristallo antisfondamento, antiproiettile e antiriflesso; due tonnellate di sicurezza utili a garantire le condizioni climatiche ottimali, 20 gradi di temperatura e un tasso di umidità al 5060 per cento, identiche a quelle di casa Odescalchi. Il tutto senza nulla togliere, anzi amplificando leffetto scenico dellallestimento, con la grande quinta rossa che fa da sfondo alla sala, le luci felpate e la partitura barocca della «Rappresentatione di Anima et di Corpo» di Emilio de Cavalieri, sulle cui note la colonna dei visitatori serpeggia attorno allopera per ammirarla a 360 gradi attraverso un vetro invisibile che ne svela ogni dettaglio: da quelli strutturali, come le aggiunte settecentesche smascherate dal restauro, ai consolidamenti eseguiti nel 67 sul retro delle tavole in legno di cipresso. Ma, soprattutto, sono messi a nudo i segreti della pittura di un Caravaggio inaspettatamente luminoso, che qui stupisce per la dovizia di particolari godibili attraverso la visione ravvicinata: lelmo rivestito di cuoio, la schiuma sul morso del cavallo e gli indimenticabili lampi rossi della Morte della Vergine.
MILANO - Caravaggio. Trasporto e teca superblindati
Il dipinto "Caravaggio Odescalchi" è stato esposto al Teatro alla Scala a Milano. La mostra è stata organizzata da Aleart con il sostegno dell'Eni e ha attirato un grande numero di visitatori. Il dipinto è una versione meno conosciuta del capolavoro "La Conversione di San Paolo" e è stato restaurato nel 2006. Per il trasporto, il dipinto è stato imballato in una doppia cassa a microclima e ha viaggiato su strade secondarie per dodici ore prima di arrivare al Palazzo Marino. La sala Alessi, dove è stato esposto, è stata preparata con una squadra di tecnici, studiosi e restauratori.
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