LE PIANTE non ci volevano, il Comune manda spesso i suoi giardinieri a ripulire, a tagliare le erbacce, abbattere gli arbusti, ma questo non basta: serve un progetto milionario di restauro e manutenzione per il Cretto di Alberto Burri a Gibellina. E ieri, a conclusione del «Cantiere della conoscenza» dei docenti del Laboratorio di Ingegneria chimica per i Beni culturali dellUniversità di Palermo, e nel corso di un convegno organizzato dal Museo darte contemporanea Riso, gli studiosi e unimpresa milanese, la «Per spa», hanno presentato un piano esecutivo (tutto da finanziare) di quello che potrebbe diventare il più esteso restauro mai realizzato in Italia. Ci sono anche alberi alti due metri nel Cretto di Gibellina. Come dire che la vita vince comunque sulla morte, ma in questo caso non può vincere perché il Cretto è obbligato a ricordare una grande morte collettiva, terremoto del68, 1150 vittime. E oggi le rappresenta con una delle più grandi opere darte e di ingegneria, realizzata fra il 1985 e l89. Sette ettari di cemento distesi su una collina, la catastrofe chiusa in blocchi di calcestruzzo con tutto il suo quotidiano di tegole, pareti, tegami, gambe di tavolo, scarpe, rubinetti,giocattoli. Chiusa e inscatolata, dipinta di Bianco Aquila. Disposta alla Burri proprio dovera il centro di Gibellina, perché tutti possano perdersi dentro il monumento alla distruzione, nei vicoli e percorsi da infinito allucinato. E ieri, fra gli studiosi che affollano la Cappella dellIncoronazione, lanalisi del Cretto dopo ventanni di esposizione è del responsabile del Laboratorio di Ingegneria chimica, Giovanni Rizzo. Il docente parla di «opera malata ma non grave, solo invecchiata. Ha bisogno di manutenzione come potrebbe averne un edificio degli anni 70». Per Rizzo la cura deve essere preceduta da un «monitoraggio geotecnico di almeno due stagioni, una fredda e una calda, per assicurarsi che il monumento sia stabile, e da un rilievo topografico». La necessità di ulteriori studi preliminari prima dellintervento viene segnalata da Giuseppe Mercurio, il referente alla conservazione e al restauro del Museo Riso, che è diretto da Sergio Alessandro. Per le modalità di intervento si consigliano «la tecnica del lattice e cioè lapplicazione di una pasta a base di lattice che elimina muffe e batteri senza togliere corpo al manufatto». E la sabbiatura criogena: una pulizia «con microsfere di anidride carbonica gelata che toccando i pezzi del Cretto esplodono, diventano gas e spariscono». Nel corso del «Cantiere della conoscenza», a luglio scorso, quattro isole del Cretto sono state scelte a base dei primi studi, perché rappresentative delle maggiori forme di degrado. Su queste è stata rimossa la vegetazione, sono state sigillate le lesioni con differenti tipologie di malte, è stato anche curato laspetto della intonazione cromatica. E sono stati sperimentati diversi tipi di biocida, per la eliminazione dei microrganismi che danno allopera lattuale aspetto grigiastro. Un lavoro enorme da fare, per limprenditore Antonio Rava della «Per spa». Restauratore e architetto, ha operato nel Cretto questa estate, ha nel suo curriculum il restauro di una tavola di Giotto nella Cappella di Scrovegni. Parla di «difesa assoluta del monumento originario» e dellenormità di questo restauro gigante, molto esteso, molto complesso e molto costoso. «Basta farlo per gradi, non tutto insieme, anche il Colosseo è grosso e anche quel restauro si farà per gradi».
SICILIA GIBELLINA - Il Cretto di Burri salvato da microsfere di anidride carbonica
Il Comune di Gibellina ha presentato un piano esecutivo per il restauro e la manutenzione del Cretto di Alberto Burri, una delle opere d'arte più importanti in Italia. Il progetto, finanziato dalla Per spa, prevede un intervento esteso e complesso, che include la rimozione della vegetazione, la sigillazione delle lesioni con malte e la sperimentazione di diversi tipi di biocidi per eliminare i microrganismi che danno allopera il suo aspetto grigiastro. Il responsabile del Laboratorio di Ingegneria chimica, Giovanni Rizzo, ha affermato che il Cretto è "malato" ma non grave, e che richiede solo manutenzione come un edificio degli anni 70.
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