Le grotte scoperte tre anni e mezzo fa tra Minervino e Spinazzola? Dimenticate. Le cave abbandonate nel Parco dellAlta Murgia? Adibite a discarica abusiva di non si sa cosa e da non si sa chi. Il vincolo di tutela imposto due anni fa sullarea preistorica di Grottelline, nei pressi di Spinazzola? Carta straccia, come è accaduto finora per quello quasi ventennale sullex distilleria di Barletta. Turisti italiani e stranieri votano le grotte di Ripalta, a Bisceglie, come fotogramma più bello di Puglia? Bene, grazie, magari bis, nonostante lo stato di abbandono. Le combinazioni della cronaca a volte spiazzano, a volte ricostruiscono un mosaico così sconcertante da dover indurre ad una azione urgente e decisa. E, invece, troppo spesso, non accade nulla. La tutela cè, ma è incelofanata in un gigantesco «vorrei ma non posso». Solo nellultima settimana abbiamo contato due maxisequestri di discariche abusive sulla Murgia: uno eseguito dalla Guardia di Finanza, in località «Macchia del Fico», nella zona di protezione speciale «Murgia alta», alla periferia di Minervino, laltro dai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico nelle contrade «Colle de Ruvo» e «Iambrenghi». Particolare inquietante: nel primo caso, sono state scoperte anche balle con plastica compressa probabilmente provenienti dalla Campania. Insomma, la tutela è virtuale, limmondezzaio purtroppo reale. Negli stessi giorni, stridente paradosso, si è levato forte il «grido di dolore» proveniente da Minervino. Le grotte Dellisanti-Montenero possono davvero rappresentare una grande occasione di analisi scientifica e sviluppo turistico: stalagmiti e stalattiti pare si estendano su unarea carsica ancora più vasta di quella di Castellana. E, invece, è tutto fermo, immobile. Quasi quasi sarebbe stato meglio non scoprirlo quel tesoro sommerso. Che dire degli scavi effettuati grazie a fondi europei sulla collina di San Mercurio, di fronte alla cittadella di Canne della Battaglia, conclusi e lasciati alla mercè di chiunque? E del terreno acquistato circa 15 anni fa dal Comune di Barletta in località Antenisi, sempre nei pressi di Canne, dove si scorgono nitidi i fori praticati dai tombaroli con gli spilloni? Negli ultimi mesi poi abbiamo assistito alla dura contrapposizione tra fautori del Parco regionale dellOfanto e sostenitori della sua eccessiva estensione, con annessa dannosità per lagricoltura, settore già messo ìn ginocchio dalla consolidata e beffarda catena distributiva che fa pagare 100 al consumatore ciò che alla pianta costa meno di 10. Alla fine, la Regione ha accettato di ridurre di due terzi larea sotto tutela, lasciando curiosamente fuori contrade come quelle dellagro di Canosa che potrebbero essere utilizzate per discariche e impianti annessi al ciclo dei rifiuti. A cosa servirà poi questa tutela, se i terreni allinterno dellargine dellOfanto sono ancora prevalentemente adibiti a coltivazioni abusive e le acque del fiume sono sempre più assimilabili a quelle di una cloaca? Farà la stessa fine della tutela del Regio Tratturo, prevista dalla legge regionale 29 approvata nel dicembre 2003 e pervicacemente inattuata? Conclusione. Quello della tutela ambientale sembra molto simile al paradosso delle tasse: in Italia la pressione fiscale è tra le più alte in Europa, ma ciò non impedisce che una grossa fetta del prodotto interno lordo (i due quinti, circa 300 miliardi di euro, ma per forza di cose le stime in questo campo sono molto variabili) sfugga a qualsiasi imposizione. Allo stesso modo, la tutela dellambiente e di beni di interesse naturalistico-archeologico è teoricamente così dettagliata da svaporare misteriosamente allatto pratico. I sequestri di cave-pattumiera e le denunce su beni scoperti e abbandonati a se stessi (le grotte di Minervino, i reperti archeologici di San Mercurio) oppure coperti da una tutela che si è rivelata inutile (larea del Tratturo Regio) o potrà rivelarsi tale (il Parco dellOfanto), segnalano una febbre diffusa e costante originata da una inossidabile politica da «vorrei ma non posso». E che quando finalmente vuole e può, poi non fa ciò che deve.
PUGLIA - L'ambiente e la tutela vorrei ma non posso
In Puglia, le grotte di Minervino e Spinazzola sono state scoperte tre anni e mezzo fa, ma sono state abbandonate e utilizzate come discarica. Il vincolo di tutela imposto due anni fa sull'area preistorica di Grottelline è stato cartacciato. Le grotte di Ripalta, a Bisceglie, sono state votate come fotogramma più bello di Puglia, ma sono state lasciate in uno stato di abbandono. Inoltre, sono state scoperte discariche abusive sulla Murgia alta, con balle con plastica compressa provenienti dalla Campania.
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