Febbre alta da turismo, e Venezia risponde con un termometro: quando la colonnina segnerà rosso, e accadrà spesso, meglio tenersi alla larga dalla laguna. Si chiama Venice connected ed è il nuovo progetto forse anche lultima spiaggia - per cercare di contenere lassalto di turisti che soffoca la città. Lidea è del vicesindaco Michele Vianello: sarà che è un appassionato di tutto ciò che è web, sarà che non ne può più delle pressioni che arrivano da una parte e dallaltra, perché ci sono troppi turisti ma anche tanti periodi morti, ha messo a punto una strategia grazie alla quale la città non sarà a numero chiuso, ma quasi a prenotazione obbligatoria: chi si annuncia con largo anticipo godrà di sconti interessanti (ad esempio, sul biglietto del vaporetto, su mostre e musei) e in qualche caso anche curiosi (la pipì in saldo nelle pubbliche toilette). Chi arriva senza avvisare, pagherà tutto di più, e addirittura più del prezzo normale se avrà la sventura di incappare in una giornata da bollino rosso, una delle 54 allanno in cui Venezia, con tutta la buona volontà, non regge lassalto. Nessuno potrà sostenere che non lo sapeva: il termometrone campeggerà, a scanso di equivoci, sulla home page del sito. Il contenitore web è pronto, da gennaio sarà operativo e nei primi mesi dellanno sarà presentato in tutte le fiere internazionali del turismo. La macchina operativa sarà gestita da una società del Comune; il turista intelligente potrà connettersi al sito e prenotare il proprio viaggio a Venezia scegliendo il periodo migliore. Avrà un carrello, e ci potrà mettere dentro tutto quello che vuole fare a Venezia: la visita al museo o alla mostra, lauto in garage, il passaggio in vaporetto, la toilette e perfino lingresso al Casinò se ritiene. Già a gennaio sarà possibile prenotare per tutto il 2009 e per il 2010. Da evitare, per chi non ama il caos, 54 giorni che saranno chiaramente indicati nel sito: si va da Ferragosto al Redentore, dal Carnevale a San Valentino. Non che non ci possa venire, a Venezia, in quei giorni: ma è bene sapere che tutto costerà di più e, come nei voli low cost, solo chi prenota con larghissimo anticipo avrà qualche vantaggio. Gli altri pagheranno tutto a prezzo pieno, e chi arriva allimprovviso anche di più. Il concetto di alta e bassa stagione è difficile da applicare a Venezia: a parte agosto e settembre, che hanno vistosi picchi, si va a giornate. Alcune sono talmente critiche che nelle calli serve il senso unico, e sui ponti si vedono i vigili dirigere a fatica il traffico dei turisti. Non sarà elegante applicare una discriminante economica, e far pagare di più chi vuole aggiungersi a quelle resse, ma avendo già provato tutto il resto Venezia adesso si gioca anche questa carta. E per godersi la città senza finire in bolletta? Ci sono gennaio, febbraio, in qualche misura anche dicembre; chi arriva allora, e prenotando, può godersi una Venezia con sconti sui costosissimi garage di Piazzale Roma e trovando il vaporetto addirittura a 4 euro e mezzo, cosa di cui si è persa la memoria (oggi una corsa costa 6,50 euro; chi arriva nei giorni da bollino rosso sappia che la pagherà addirittura 7 euro). Il sistema, assicura il vicesindaco, è facilmente accessibile e può dare una svolta al problema dellaffollamento a Venezia. Ma resta il problema del turismo dei pendolari, che arrivano con i barconi, con i treni o con i pullman e che sono capaci di reggere per unintera giornata solo con i panini portati da casa, senza nemmeno una sosta nelle toilette, senza mettere piede su un vaporetto, considerando del tutto irrilevante lingresso alla Basilica di San Marco, figurarsi al museo. Lo scorso anno, Venezia ha contato 21 milioni e 604 mila turisti e di questi 15 milioni erano escursionisti, i cosiddetti mordi e fuggi che arrivano al mattino e partono la sera: imbattibili artisti del low eost fai da te.