Avranno una superficie di 27mila metri quadri che consentirà di raddoppiare lo spazio espositivo e aumentare il numero di opere Al via il progetto esecutivo: i lavori inizieranno entro l'estate e saranno ultimati nel 2006 Sonia Renzini FIRENZE Alla fine il progetto esecutivo dei nuovi Uffizi è partito. Nonostante le polemiche sulla pensilina di Arata Isozaki che avevano finito per bloccare tutto. I Nuovi Uffizi si faranno e saranno ultimati entro il 2006 per una cifra di 60 milioni di euro, l'inizio dei lavori invece è prevista entro l'estate. Saranno 27mila metri quadri di superficie calpestatele che porterà a raddoppiare lo spazio espositivo del museo che passa da 6 mila a 13mila metri quadri. Un supermuseo più grande del Louvre che vedrà un aumento considerevole anche delle opere esposte, che dalle attuali 1200 saranno 2000, senza contare la statuaria, i quadri del corridoio Vasariano e le miniature. Tra i nuovi interventi architettonici, le scale di levante e di ponente e i collegamenti al piano interrato. A marzo saranno avviate le procedure per le gare d'appalto e l'intera operazione sarà messa in cantiere per lotti funzionali. Esulta il ministro Urbani, gioisce il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, è soddisfatto il soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci. E con lui tutti coloro che hanno partecipato al progetto. Compresa la direttrice degli Uffizi Anna Maria Petrioli Tofani, stranamente assente ieri durante la presentazione del progetto esecutivo alla presenza del ministro Urbani. «Il progetto dei Nuovi Uffizi - ha detto il ministro - è di grande importanza per l'Italia, pari alla realizzazione del ponte di Messina». È il momento delle celebrazioni e il ministro non risparmia elogi né a se stesso né agli altri per la partenza del progetto. «Questa è una giornata simbolo di molte cose - continua il ministro -perché il progetto esecutivo rappresenta una scommessa sul futuro, perché è una testimonianza della collaborazione tra governi centrali e territoriali e tra pubblico e privato. Perché è una prova di efficienza dell'amministrazione nel mezzo del passaggio della prima riforma organica». Ma sulla riforma del ministero dei Beni culturali il ministro non vuole sbilanciarsi. Eppure la presenza nella bozza della dicitura «eventuale soppressione dei poli museali» desta più di una perplessità. Ma il ministro non vuole sentirne parlare e taglia corto: «Nessuno vuole sopprimere niente, e nessuno ha mai detto che il Polo museale di Firenze sarà eliminato». Bando alle polemiche, ieri era giornata di celebrazioni e il ministro non aveva nessuna voglia di vedersela offuscare. Nemmeno di pensare alle vicende del passato, come la pensilina Isozaki in piazza ex Castellani, oggi del grano. Solo che la questione della pensilina rappresenta ancora il presente. E se si farà o no ancora non è dato sapere. «Abbiamo dato il via al 99 del progetto - minimizza il ministro - e lasciato in fondo il problema della pensilina di Isozaki che rappresenta solo l'l». Ma è un 1 che pesa, a giudicare dai clamori suscitati dalla vicenda nei mesi scorsi che portarono perfino al blocco di tutto l'iter nell'estate 2001. Fu l'ex sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi a osteggiare la soluzione adottata da Isozaki. In mezzo ci si mise la campagna di scavi in piazza del grano che portò alla luce reperti archeologici, senza contare che il blocco del progetto esecutivo rischiava di perdere per sempre i finanziamenti aia stanziati dallo Stato per realizzare i Nuovi Uffizi. Fu nel febbraio 2003 che la situazione si sbloccò: l'incontro tra il ministro Urbani e il sindaco Domenici portò ala decisione di utilizzare le risorse, già stanziate dal Comune per il progetto Isozaki, per il progetto esecutivo dei Nuovi Uffizi. Due miliardi e 800 milioni di vecchie lire sponsorizzate dal gruppo Benetton e inizialmente destinate al Comune per il pagamento degli oneri di urbanizzazione relativi alla ristrutturazione dell'ex cinema Capitol. Ieri la soddisfazione del sindaco: «Sono certo che sapremo portare avanti il percorso intrapreso fino alla conclusione dell'intero progetto».