«I dehors in Galleria non possono essere consentiti indiscriminatamente». Altrimenti, sostiene la Soprintendenza, «quella che era una strada coperta cittadina diventa uno slalom o addirittura una strettoia quando due esercizi commerciali uno di fronte allaltro chiedono loccupazione dello spazio». Questa lettera, in cui si chiedeva «un piano generale duso» degli spazi del salotto di Milano, è stata inviata al Comune l11 luglio del 2007. Quindici mesi dopo, il comitato che sta elaborando il piano regolatore del commercio e dei dehors in Galleria ha quasi terminato il lavoro: «Il documento sarà pronto a inizio 2009» dicono da Palazzo Marino e dallassociazione dei commercianti. Regole, spazi e licenze. I tecnici dellassessorato al Commercio e allArredo urbano stanno lavorando alla «mappa» con la Soprintendenza e Rossana Galli, titolare del ristorante «Il Salotto di Milano» e rappresentante degli esercenti. Lassessore Maurizio Cadeo assicura che «il lavoro procede regolarmente». Per altro, era stato proprio Palazzo Marino, un anno e mezzo fa, a invitare la Soprintendenza a «formulare le proprie proposte» sulla Galleria. La risposta era stata recapitata l11 luglio, appunto. Sei pagine per sottolineare la «mancanza di un regolamento e di una programmazione, più volte sollecitati, delloccupazione» degli spazi. Un richiamo allordine e alle regole, in assenza di una «visione organica»: la Soprintendenza, dunque, «ha cercato di arginare la pressante e continua richiesta» di pubblicità, eventi e tavolini, svolgendo - è scritto - «un doveroso compito di supplenza».