Lo storico locale era in attesa di autorizzazione per i suoi tavolini allaperto. La diffida: vanno rimossi subito. È elegante, accogliente, riservato, chic. Il dehors del ristorante Savini, in Galleria Vittorio Emanuele, ha un solo particolare fuori posto: è abusivo. I tavoli della caffetteria sono rotondi e apparecchiati con cura, le luci soffuse, lo stemma con la «S» accoglie i clienti allentrata, orgogliosa memoria di un marchio che ha fatto la storia di Milano. I quasi cento metri quadri di sala circondati da vetrate sono però un«opera illecita». Non uno straccio di permesso. Così ieri mattina, su ordine del Comune e della Soprintendenza, sono arrivati gli agenti della polizia locale. E sono scattati, in sequenza: una multa da migliaia di euro, lordine di sbaraccare tutto al più presto e la «denuncia». È una storia che si consuma nel giro di poche settimane. Il 25 settembre scorso Palazzo Marino gira al soprintendente per i Beni architettonici, Alberto Artioli, la richiesta del Savini di montare un dehors fino al 31 dicembre 2008. Le due istituzioni sono impegnate da tempo sulla Galleria. Stanno studiando un sistema di regole per la concessione degli spazi. Il 20 ottobre viene comunque esaminata la pratica Savini, ma non cè il progetto, e quindi non viene dato il parere. Tutto fermo, allapparenza. E invece, seguendo la singolare regola imprenditoriale del «chissenefrega», qualcosa si muove: su incarico del ristorante gli operai mettono in piedi le vetrate. Il sopralluogo della Soprintendenza è di mercoledì scorso e verifica «il completo montaggio della struttura senza la preventiva autorizzazione». Venerdì la documentazione passa al Comune e ieri mattina in Galleria si presentano i vigili. «Una cosa del genere non è tollerabile - spiega il vice sindaco, Riccardo De Corato - mi meraviglio, siamo ai limiti del paradosso. Il Savini è un nome glorioso, ma il rispetto delle regole vale per tutti». Anche per un marchio che è in Galleria dal 1867. Chiarisce Artioli: «I dehors sono accettati e assolutamente compatibili cori la Galleria, ma secondo le norme. Non è pensabile che si costruisca una struttura senza autorizzazione, sarebbe lanarchia». Dai tavoli del Savini sono passati Verdi e Puccini, Mascagni ed Eleonora Duse, Toscanini, DAnnunzio e Marinetti. Poi arrivarono i bombardamenti, la ricostruzione, una nuova clientela di nomi altrettanto celebri, Luchino Visconti, Charlie Chaplin, Ava Gardner, Henry Ford, Ernest Hemingway che una volta scrisse: «Ci piaceva star fuori in Galleria, con i camerieri che andavano e venivano, e ogni tavolo aveva la sua lampada». E ancora: lepoca della grande borghesia. I Pirelli, i Falck, i Belgioioso, i Treccani. Il tavolo di Enrico Cuccia. La Milano da bere e i pranzi daffari. La pagina più nera è datata giugno 2004, quando i carabinieri del Nas scoprono «gravi carenze igienico strutturali» e «condizioni igieniche pessime sia delle celle frigorifero che dei locali adibiti alla preparazione di alimenti». Temporanea chiusura delle cucine. Pesante colpo allimmagine. Da allora è cambiato tutto. Nuovi padroni, gestione e chef. Locali rimodernati per la riapertura dello scorso anno. Una pasticceria e una caffetteria di alto livello. Opera dei nuovi proprietari, il gruppo Gatto-Spinelli. La segnalazione del dehors abusivo è stata trasmessa anche in Procura. Per ora la polizia locale ha ordinato l«immediata rimozione» (che dovrebbe avvenire da lunedì), ha staccato una multa e richiesto il pagamento della tassa per loccupazione del suolo pubblico (che ovviamente, essendo il dehors «illecito», non è stata pagata). Si parla, in tutto, di circa 10 mila euro.
MILANO - Maximulta al Savini. Dehors abusivo, va tolto
Il ristorante Savini, situato in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, è stato fermato dalla polizia locale per il suo dehors abusivo. La struttura, che offre tavoli all'aperto, non ha ottenuto l'autorizzazione necessaria e quindi è stata chiusa. La Soprintendenza e il Comune hanno emesso una multa di circa 10 mila euro e hanno ordinato la rimozione immediata dei tavoli. Il dehors è stato costruito senza la preventiva autorizzazione e non rispetta le norme. Il ristorante ha una lunga storia e ha ospitato molti personaggi famosi nel corso degli anni. La vicenda è stata segnalata anche alla Procura.
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