FIRENZE. Cristina Acidini, storica dell'arte, autrice di numerosi studi e libri, già soprintendente all'Opificio delle pietre dure, oggi è soprintendente al Polo museale fiorentino nell'incarico prestigioso che Antonio Paolucci ha lasciato, per limiti di età. Cosa pensa della nomina a supermanager dei musei italiani, che il ministro Sandro Bondi ha affidato a Mario Resca? «Penso che purtroppo i politici sono intercambiabili, messi a far funzionare certe macchine. Speriamo che questo signore abbia la competenza giusta per fare funzionare una realtà molto diversificata: ci sono musei che godono di buona salute e altri in situazioni preoccupanti e che, per essere gestiti, chiedono sforzi e fatiche». E i musei di Firenze e della Toscana? «Il Polo museale ha una situazione assai solida, ha la possibilità di mantenersi e fare iniziative. La nostra è forse la situazione più solida in Italia, ma lo stato dei musei è a macchia di leopardo per problemi vari e diversi da situazione a situazione». Cosa potrebbe augurarsi? «Spero che la persona indicata, che proviene da un mondo imprenditoriale e di esperienze diverse, abbia la buona volontà di ascoltare noi che ne siamo responsabili e i tecnici. In questa realtà noi siamo poco ascoltati, anzi siamo percepiti come una componente non interessante». Quale futuro vede per le soprintendenze? «È possibile che le soprintendenze, che sono in migliori condizioni, vengano trasformate in fondazioni. Ci sarebbe in tal caso un vantaggio apparente, sotto l'aspetto funzionale, ma con la perdita di un valore storico e civile dei nostri beni artistici, nel momento in cui questo patrimonio non dovesse essere più nella gestione pubblica. Personalmente sento come un dovere salvaguardare i beni e tutto il patrimonio che ha messo nelle nostre mani l'Elettrice Palatina, Maria Luigia, ultima erede della famiglia Medici, quando destinò tutto il bene familiare al governo e al popolo della Toscana, - per bellezza e ornamento - di cui potessero godere anche i visitatori. Questa è la bellezza che incivilisce, che educa, che dà la migliore interpretazione dell'intera nostra storia. Mentre mi auguro dunque che il quadro non venga trasformato, voglio avere una sostanziale fiducia che la persona designata possa dare un contributo a risolvere le situazioni più difficili del sistema museale italiano».
FIRENZE - L'appello di Cristina Acidini Noi tecnici chiediamo ascolto
Cristina Acidini, storica dell'arte e ex soprintendente all'Opificio delle pietre dure, è stata nominata soprintendente al Polo museale fiorentino. Il ministro Sandro Bondi ha affidato l'incarico a Mario Resca, che proviene da un mondo imprenditoriale. Acidini esprime speranza che Resca abbia la buona volontà di ascoltare i tecnici e le responsabili dei musei. Lei pensa che le soprintendenze potrebbero essere trasformate in fondazioni, ma teme che ciò potrebbe portare alla perdita di valore storico e civile dei beni artistici. Acidini vuole una sostanziale fiducia che Resca possa dare un contributo a risolvere le situazioni difficili del sistema museale italiano.
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