Latina ha difficoltà a definire la sua identità, sia per la «damnatio memoriae» che aveva modificato il suo nome e minato quel debole processo di costruzione avvenuto in poco più di un decennio dalla sua fondazione, sia soprattutto per il susseguirsi di nuovi arrivi che dal secondo dopoguerra si erano sovrapposti al nucleo originario. Per diversi decenni le amministrazioni che si erano succedute non avevano fatto nascere nulla che amalgamasse i gruppi sociali che si erano avvicendati (quelli richiamati dai favorevoli provvedimenti economici della Cassa del Mezzogiorno, gli italiani cacciati dal nord Africa o quelli arrivati al seguito delle industrie chimico farmaceutiche), tese com'erano a realizzare un'unica attività economica, quella edilizia, responsabile purtroppo anche dello scardinamento di una realtà urbana omogenea. Si citano gli abbattimenti della «Casa del Contadino» dell'arch. Di Fausto e della parte originaria della «Ricevitoria Postelegrafonica» dell'ing. Mazzoni, per costruirvi un poco coraggioso grattacielo e un grigio ampliamento. Negli anni Trenta si era cercato di costruire una identità culturale creando strutture, istituzioni ed eventi, come la «Biblioteca civica» (1933), grazie alla donazione da parte della «Federazione Fiorentina dei Fasci di Combattimento» di un migliaio di libri dotati dell'ex libris di Italo Zetti, l' «Unione Professionisti ed Artisti di Littoria», la «Galleria Civica d'Arte Moderna» (1936), il «Premio Letterario Sabaudia» (1936-'37), la «Settimana di Letteratura e di Arte» , le «Mostre Sindacali della Provincia di Littoria» e la «Mostra Archeologica di Sabaudia» (1936), esportata temporaneamente a Tripoli, che gettò le basi per l'istituzione dell'«Antiquarium» di Littoria. Il 2 Aprile del 1944 tutte le strutture museali vennero azzerate e bisognerà attendere il 1994 per assistere alla ricostituzione della rete museale di Latina, fondamentale per la costruzione di quell'identità cittadina che era tanto mancata. Rinasce così il 18 dicembre 1994 la «Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea» con le sole 55 opere superstiti, seguita due anni dopo dalla mostra «Restauri in cantiere», in cui vengono presentate ben 27 opere d'arte restaurate con l'impegno economico sostenuto da privati cittadini. Il 17 ottobre 1997 viene inaugurato l'«Antiquarium» che accoglie anche reperti archeologici donati da cittadini che sostengono anche il restauro dei reperti superstiti dell'antica collezione civica. Cresce il patrimonio della Galleria Civica, grazie alla donazione di decine di opere d'arte (molte sono novecentiste) e a qualche ritrovamento delle opere sparite (una addirittura in un museo americano), al punto che l'amministrazione comunale istituisce il 12 giugno 1999 il museo «Valeriani», dedicato all'arte della medaglia, moneta, grafica incisa, fotografia e documentazione storica, istituzione caratterizzata soprattutto dalla donazione da parte di artisti, loro eredi e cittadini di opere d'arte e documenti d'archivio, oltre all'intero arredo della struttura. Si arriva al 2005, quando viene inaugurato il museo «Duilio Cambellotti» che, grazie alla generosità degli eredi, a qualche acquisto da parte del Comune, a donazioni e a depositi in comodato da parte di privati, si dota fino al 2008 di centinaia di opere e documenti dell'artista romano.