Un imprenditore esperto nella tutela dei marchi denuncia: «Un importante simbolo del Friuli è stato stravolto a fini commerciali» Nella città di Hefei, nell'est del Paese, un enorme complesso residenziale ispirato all'architettura dell'antica sede vescovile NOSTRA REDAZIONE L'Italia è il Paese che vanta uno dei più grandi tesori artistici e architettonici al mondo, così come pure è nota per l'eleganza e i piaceri offerti dalla molteplicità dei prodotti enogastronomici. Inevitabile che sparsi per il pianeta ci siano persone e gruppi pronti a sfruttare in chiave commerciale questa notorietà, copiando una volta i prodotti e un'altra volta i marchi. È capitato a Venezia, una cui riproduzione è diventata una delle maggiori attrazioni di Las Vegas, così come pure per il Parmigiano Reggiano - in lite alla Corte di giustizia europea con il formaggio Parmesan prodotto in Germania - e il prosciutto di San Daniele. Ora, ecco spuntare nella provincia cinese di Anhui, anche una finta Aquileia. Il nome e la storia della località del Friuli Venezia Giulia, che prima di essere città patriarcale nei primi secoli della Cristianità era il porto principale dell'Impero di Roma nell'Alto Adriatico, sono stati utilizzati da una società immobiliare per promuovere una nuova lotizzazione nella città di Hefei, capoluogo da 4 milioni e mezzo di abitanti della regione di Anhui, collocata nella parte orientale della Cina. Agli abitanti di quella che viene considerata una delle aree più prospere della vasta nazione erede del Celeste Impero, ecco che viene proposta l'opportunità di trovare casa, o avviare la propria attività economica, in un nuovo insediamento abitativo in costruzione che si estende su 120 ettari, e con una superficie edificabile di 1,180 milioni di metri quadrati. Un'operazione che offre ai potenziali clienti la possibilità di vivere nell'eleganza architettonica ispirata all'Italia, denominata Aquileia, con tanto di mosaici romani utilizzati per la realizzazione del logo. Il nome di Aquileia, in caratteri occidentali, compare accanto a quello scritto con gli ideogrammi cinesi. Del resto, si ricorda nel sito web - http:news.hfhouse.comhtml071017964381.html - che promuove il clone cinese di Aquileia, l'originale è «patrimonio culturale dell'umanità, mentre questo sito assorbirà e sintetizzerà lo stile architettonico della Roma di due millenni fa. Un progetto di "emotional housing", dove gli abitanti di Hefei possano godere dello stile di vita del villaggio globale: nell'Aquileia cinese, gli abitanti avranno lo stile di vita degli abitanti di Hefei e potranno nel contempo assaporare la gioia dell'architettura occidentale». A fare la scoperta è stato Marco Macorigh, friulano e amministratore delegato di Tradinvest Group, società di consulenza per l'internazionalizzazione da anni impegnata nella tutela dei marchi sui mercati internazionali, di ritorno da un viaggio in Cina, nella regione di Hefei. «Un importante simbolo del Friuli Venezia Giulia, città italiana patrimonio dell'Unesco, viene clonato, stravolto e utilizzato a fini commerciali» ha commentato Macorigh comunicando, novello Marco Polo, la sua scoperta. Chissà se gli amministratori di Aquileia, impegnati nella valorizzazione dell'importante sito archeologico d'età romana, vorranno dare battaglia legale come fecero gli ungheresi per il Tocai friulano, oppure utilizzeranno il tutto in chiave promozionale. «L'Aquileia in costruzione - riporta del resto il sito dell'Estremo Oriente - verrà gemellata con il paese di Aquileia in Italia, per fare penetrare la cultura residenziale europea ed esportare la cultura residenziale cinese, e ciò costituisce una prima volta non solo per la nostra regione ma per tutta la Cina».