FIRENZE - Alcuni interrogativi restano sospesi, o senza risposte convincenti, dopo l'incontro di ieri, alla Biblioteca Magliabechiana, con il ministro Urbani e i soprintendenti. Perché alla presentazione del progetto esecutivo per i Nuovi Uffìzi risultava assente lo staff completo, che dirige la Galleria? Non c'erano la direttrice Anna Maria Petrioli Tofani, Alessandro Cecchi e Antonio Natali che ne guidano i settori più importanti, l'architetto Antonio Godoli che ne realizza i lavori da almeno venti anni. Alla domanda di un giornalista, la risposta è stata: «Non ce lo sappiamo spiegare. Ringraziamo comunque tutti per la loro collaborazione all'avanzamento dei Nuovi Uffizi». E il ministro: «Ah, non mi ero accorto della loro assenza». Com'è la situazione dei poli museali, o meglio della loro autonomia? E' paradossale. Dai primi di marzo il polo museale fiorentino, che raggruppa oltre 15 tra musei e gallerie statali, oltre a ville, e chiostri, dovrebbe iniziare ad incassare gli introiti dei biglietti e le royalties, che provengono dalle concessioni dei servizi. La somma è intorno a 20 milioni di euro all'anno. Mentre il Consiglio di amministrazione del polo fiorentino si è appena insediato, e il Monte dei Paschi ha vinto la gara per la tesoreria, si profila il quesito: i poli sono destinati a vita breve? Sta per andare in discussione alla Camera il regolamento della riforma del ministero e degli organismi periferici dipendenti: certezza per l'autonomia dei poli? «La soppressione del polo museale fiorentino - dice Urbani - non è prevista da nessuna norma, nessun regolamento, nessun articolo».