Accolto il ricorso di una residente dopo il via libera alla fattibilità dato dal Comune UN pallone gonfiato ad Albaro proprio non ci può stare: puzza e rovina il paesaggio. Non è una questione di simpatia, ma di urbanistica. I giudici del Tar hanno, infatti, bocciato il progetto autorizzato un anno fa dallo Sportello unico delle imprese del Comune che prevedeva la realizzazione di una «copertura pressostatica stagionale (sette mesi, ndr) di uno dei campi» del Park Tennis Club di via Zara ad Albaro. La richiesta presentata dalla società cooperativa sportiva riguardava anche linstallazione di un gazebo a copertura di un "campo pratica" ad uso palestra. Contro il progetto presentò però un primo ricorso durgenza una signora residente in zona e proprietaria di un terreno confinante. Una prima richiesta di sospensione urgente delliter venne respinta dal Tar il 21 dicembre del 2007, accolta il 10 gennaio di questanno e quindi bocciata dal Consiglio di stato il 18 marzo. Ma pochi giorni fa, il 7 di novembre il Tribunale amministrativo regionale si è espresso nel merito e accogliendo tre dei sei punti elencati dallavvocato Maria Silvia Sommazzi, legale della confinante, ha annullato latto impugnato, ovvero la concessione edilizia rilasciata dal comune attraverso lo Sportello. I motivi su cui si fonda principalmente la decisione dei giudici riguardano «la violazione e lerronea applicazione del Puc». Nella sentenza, i giudici ricordano come il piano urbanistico stabilisca che «gli impianti coperti devono essere compatibili con lambiente ed il paesaggio, ed avere lingombro minore possibile». Partendo da questo presupposti i giudici sottolineano che: «Lanalisi del progetto assentito convince che nessuna delle due ipotesi citate è verificata nella specie, apparendo invece che limpianto in progetto colliderebbe con il paesaggio della zona di Albaro, in quanto aggiungerebbe un ingombrante struttura, per di più alimentata per ventiquattrore al giorno da un impianto di riscaldamento dellaria fonte di emissioni di gas di scarico e di rumore». Gli avvocati del comune e del Park Tennis, avevano argomentato sostenendo che riconoscere le tesi avanzate dalla ricorrente avrebbe di fatto reso impossibile realizzare impianti sportivi in qualsiasi parte della città. Il tribunale presieduto da Santo Balba ha però respinto tale impostazione specificando inoltre che «la tesi dellamministrazione non convince, perché non è articolata sulla base di norme positive». Per i tennisti di via Zara, in definitiva, e in attesa del probabile ricorso al Consiglio di Stato, ancora un inverno con il golfino.