Tra i primi a lasciare gli scantinati dei depositi e a essere esposti alla luce del riconoscimento internazionale ci sarà Giuditta e Oloferne, il dipinto di Artemisia Gentileschi apprezzato oggi come una sorta di manifesto femminista dall'illuminazione violenta. Ma nei Nuovi Uffizi il cui progetto esecutivo è stato presentato ieri dal ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani ci sarà posto anche per il Sant'Andrea Corsini di Guido Reni comprato dalla Soprintendenza qualche anno fa per la cifra di 10 miliardi di vecchie lire. Saranno aperti nel 2006 per un costo di circa 60 milioni di euro. A trovarvi collocazione saranno molti dei capolavori al momento stipati nei depositi del museo. Perché su una superficie di 27mila metri quadri raddoppia in pratica il numero delle opere esposte che passa da 1200 a 2000 senza contare la statuaria, le. miniature e quanto contenuto nel corridoio Vasariano. Duplica anche lo spazio espositivo che da 6mila metri quadri diventa di 13mila. Un complesso museale ambizioso e mastodontico, il più grande progetto di ampliamento e di ristrutturazione di un museo italiano e europeo, un gigante superiore al Louvre. Per avere un'idea basti pensare che sarà tre volte la superficie della Pinacoteca di Brera e due volte e mezzo quella dell'Accademia di Venezia. Le previsioni sono di 1000-1200 visitatori al giorno in contemporanea per 10 ore giornaliere di apertura al pubblico, in media una cifra complessiva di 7000 visitatori al giorno contro i 5000 attuali. «Questa è una giornata simbolo di molte cose - dice il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani - perché rappresenta una scommessa sul futuro ed è uno straordinario progresso nel campo della tutela delle opere d'arte». L'asso nella manica è riposta nelle tecnologie d'avanguardia che saranno usufruite dal museo. Tra cui, il sistema di condizionamento dell'aria, quello di canalizzazione e di un'illuminazione sofisticata che si avvale di un proiettore inesistente in commercio e creato esclusivamente per i Nuovi Uffizi. Ma la grande novità sarà la moltiplicazione delle sale espositive e nella concentrazione straordinaria di capolavori artistici. «Gli Uffizi rappresentano un manuale di storia dell'arte - dice il soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci - in questo luogo si capisce come è nata la storia figurativa degli italiani, come si è evoluta». Per il 6 marzo è fissata l'inaugurazione del primo nuovo settore degli Uffizi: 30 quadri distribuiti in 5 sale racconteranno il passaggio tra il '500 e il primo '600, tra il naturalismo di Caravaggio e il vero ideale. Una storia lunga e articolata quella dei Nuovi Uffizi che ha inizio nel 1945 quando Carlo Ludovico Ragghianti decide di dedicare tutto il palazzo alla Galleria, mentre nel 1969 l'architetto Nello Bemporad immagina l'entrata in piazza Castellani, fino ad arrivare agli anni che vanno dal '90 al '95 quando viene deciso che l'ingresso rimarrà in piazza Uffizi e l'uscita in piazza Castellani. Ma è di nuovo l'uscita in piazza ex Castellani, oggi piazza del grano, progettata dall'architetto giapponese Arata Isozaki a destare polemiche e a scontrarsi con l'ex sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi. Risultato: l'iter del progetto viene bloccato, nel frattempo inizia una campagna di scavi nella piazza che porta alla luce reperti archeologici. Qualcuno comincia a vedere naufragata la realizzazione dei Nuovi Uffizi fino alla svolta del febbraio 2003 quando il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e il ministro Urbani stabiliscono di utilizzare le risorse stanziate dal Comune per il progetto di Isozaki per redigere il progetto esecutivo dei Nuovi Uffizi. La vicenda Isozaki in realtà è ancora un punto interrogativo ma il ministro decide di non dargli troppa importanza: «La pensilina di Isozaki è ancora sub iudice, soggetta a esami approfonditi collegati alla questione degli scavi archeologici, ma diciamo che rappresenta l'l del progetto». Tra le novità architettoniche ci sono le scale di Levante e di Ponente, i collegamenti al piano interrato con quattro ascensori e l'ingresso al settore uffici su vicolo dell'orto. Due gli obiettivi principali inseguiti: la creazione di nuovi percorsi che consentano una fruizione più regolata e una maggiore offerta di servizi al pubblico. Il direttore generale per i beni architettonici e il paesaggio Roberto Cecchi: «Sono state stese 750 tavole in formato AO per il progetto esecutivo per il quale sono stati necessari cinque mesi e mezzo». In realtà l'inizio dei lavori è datato gennaio 2003, ma il progetto esecutivo vero e proprio parte sei mesi dopo, nell'agosto 2003.
Super-Uffizi, più grandi del Louvre
Il progetto dei Nuovi Uffizi, un complesso museale ambizioso e mastodontico, sarà aperto al pubblico nel 2006. Il progetto, che costerà circa 60 milioni di euro, prevede la duplicazione dello spazio espositivo e la moltiplicazione delle sale espositive. Il museo sarà tre volte più grande della Pinacoteca di Brera e due volte e mezzo più grande dell'Accademia di Venezia. Le previsioni sono di 7000 visitatori al giorno. Il progetto è stato possibile grazie alle tecnologie d'avanguardia, tra cui un sistema di condizionamento dell'aria e un'illuminazione sofisticata.
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