Scala, proteste contro lo sciopero Penati: trattativa o precettazione Ma gli autonomi rilanciano: "Lissner se ne vada" La Fials insiste nel muro contro muro: "Il sovrintendente se ne vada". Lupi: no a un altro caso Alitalia Penati: trattativa o precettazione. Prima della Scala sempre più a rischio per il muro contro muro tra Lissner e i lavoratori che aderiscono al sindacato autonomo, soprattutto orchestrali e coristi. Ma piovono anche critiche su una situazione che si fa sempre più esasperata. Il presidente della Provincia Filippo Penati invoca la precettazione per salvare linaugurazione del 7 dicembre con il Don Carlo, nel caso che non si trovi un accordo tra le parti. Solidarietà a Lissner arriva da Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, e dallassessore regionale alla Cultura Massimo Zanello, mentre il Comune tace. Molti hanno già firmato, per la Prima si convochi unaltra orchestra Esprimo piena solidarietà ai vertici del teatro e alla linea seguita finora La vertenza diviene ricatto: serve la stessa responsabilità che chiediamo ai piloti Fuori luogo i toni sprezzanti usati nei confronti del direttore artistico Si svolgerÀ, il 7 dicembre, la Prima con il Don Carlo? Per ora la certezza non cè. Linaugurazione della stagione della Scala è sempre più a rischio. Il muro contro muro tra teatro e sindacato autonomo Fials sul contratto integrativo (che i confederali hanno firmato e gli autonomi no) non si attenua. Gli scioperi proclamati sulle prime tre rappresentazioni di ogni spettacolo in cartellone hanno già decapitato più di unopera, e alla Vedova allegra sono state tolte le ultime tre repliche. Se si va avanti su questa strada anche il Don Carlo salterà. Ma mentre il Comune non prende alcuna posizione ufficiale su una questione che non fa certo fare una bella figura a Milano, da rappresentanti del mondo politico e melomani piovono critiche. E il presidente della Provincia Filippo Penati, del Pd, invoca la precettazione: «Lesasperazione del conflitto alla vigilia della Prima - dice - e latteggiamento sprezzante nei confronti del direttore artistico Lissner sono fuori luogo. Gli altri sindacati hanno firmato laccordo, e gli stessi lavoratori devono essere consapevoli che se salta linaugurazione non ci saranno neppure le risorse per far fronte agli impegni sul personale. Mi auguro ci siano spazi di trattativa, ma se così non fosse, come ultima ratio si vada alla precettazione». Per Maurizio Lupi, Fi, vicepresidente della Camera, «non si può continuare ad usare lo sciopero come arma di ricatto». Il clima che si è creato «non porta da nessuna parte. Stiamo chiedendo responsabilità ai piloti, non vedo perché non dobbiamo pretendere la stessa cosa dai dipendenti della Scala. Qui si minaccia la credibilità e il futuro del teatro ma anche la stabilità dei lavoratori. Si dialoghi, e alla fine si arrivi ad una soluzione». Esprime «piena solidarietà a Lissner e alla sua linea» anche Massimo Zanello, assessore regionale alla Cultura. «Con i sindacati il dialogo cè stato e hanno firmato, ma qualcuno continua a resistere su posizioni inaccettabili», sottolinea. Al clima già pesante si aggiunge anche la notizia di un Lissner che mediterebbe di andarsene a Madrid accettando un posto di direttore artistico del teatro dopera Real. La proposta arriverebbe al momento giusto: il contratto scaligero di Lissner scade fra un anno e il sovrintendente si trova ora invischiato in un braccio di ferro durissimo, mai visto prima, tra direzione e lavoratori del teatro. Ma che laddio diventi realtà appare poco probabile: listituzione è troppo importante, il compenso pure (si parla di 350mila euro lanno più i benefit) e il sovrintendente ha sempre affermato di volere restare fino allExpo del 2015. «Se andasse via, benissimo, uno di meno, risparmieremo un sacco di soldi» commenta Sandro Malatesta del sindacato autonomo Fials. La direzione ha fatto sapere che dalle sue posizioni non arretra: chi firmerà il contratto avrà lintegrativo, gli altri no. «Lintegrativo non si può firmare, punto e basta» ribatte il sindacalista che raccoglie nella Fials la maggior parte di orchestrali e coro. «Non credo sia vero che Lissner se ne voglia andare - aggiunge lassessore Zanello - In questa situazione neppure lui sta bene, ma sa che la Scala è un punto darrivo assoluto». Carlo Fontana, ex sovrintendente del teatro, si dice «addolorato di vedere la Scala in difficoltà.Il mio augurio è che si risolva tutto positivamente». Mentre per Carla Buccellati, assidua frequentatrice del teatro, «Lissner non deve cedere. Ci sono un sacco di lavoratori della Scala che hanno firmato il contratto. Io sarei molto contenta se si potesse salvare la Prima facendo suonare unaltra orchestra».
MILANO - Scala, rivolta contro lo sciopero La Regione: solidali con Lissner
La Scala di Milano è a rischio a causa di una vertenza tra il teatro e il sindacato autonomo Fials, che ha firmato un contratto integrativo. Gli scioperi proclamati sulle prime tre rappresentazioni di ogni spettacolo in cartellone hanno già decapitato più di un'opera. Il presidente della Provincia Filippo Penati ha invocato la precettazione per salvare linaugurazione del 7 dicembre con il Don Carlo. Molti lavoratori della Scala hanno firmato il contratto, ma alcuni continuano a resistere su posizioni inaccettabili. Il direttore artistico Lissner è stato criticato per il suo atteggiamento, e alcuni politici e melomani hanno espresso solidarietà a Lissner e alla sua linea.
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