Protesta e crisi in scena con unopera sfarzosa Davanti a un buon numero di forze dellordine, per prima è iniziata la protesta dei dipendenti del teatro, unanimi con striscioni appesi alle inferriate delle finestre e un volantino e un messaggio anche letto dal palco, in difesa della loro professione, del loro saper fare, suonare, cantare: «forse lultima occasione, prima che la situazione precipiti del tutto». E poi cè stata la speciale manifestazione dei tecnici del teatro, che ieri distribuivano copia della loro ultima busta paga: 1280 euro mensili. La scorsa stagione uno di loro rimase seriamente ferito in un incidente di lavoro. Dallaltra parte della piazza Verdi si svolgeva intanto la manifestazione dei cinque osti di via del Pratello, cui lordinanza ha imposto di chiudere non oltre le 22, con megafono e striscione: «Venti famiglie rovinate». E sotto il portico del teatro, quella dei ragazzi di LiberaPratello, comitato estemporaneo, anche loro volantinanti: «Chi ha deciso che a Bologna deve tornare il coprifuoco ha fatto i conti senza loste. E senza di noi, che siamo dalla sua parte». Dentro la sala del Bibiena di nuovo striscioni: «1280 euro», la paga di un tecnico. E Garcia Lorca: «Un popolo senza teatro è un popolo morto». Un altro con larticolo 9 della Costituzione. Un altro ancora: «Salviamo la cultura. No ai tagli». Un quinto striscione è stato fatto rimuovere dal sovrintendente Marco Tutino. Diceva: «Da Veltroni a Berlusconi: fallimento fondazioni». La Fistel-Ciusl la definisce uan «vera e propria censura». Dopo giorni e giorni risonanti di dichiarazioni di sindaci e di sovrintendenti, di ministri e di finanziatori, ieri ha parlato chi in teatro lavora. È un pubblico elegante, quello della Prima delle prime. Anzi, molto elegante: ieri Cecilia Matteucci, collezionista e sponsor, che anima gli Amici del Comunale, indossava la mantella rossa che appartenne a Maria Callas. Al pubblico della Prima si mescolano molti addetti ai lavori, i soci e i sostenitori (a iniziare da Pierluigi Stefanini, presidente di Unipol, che ha sponsorizzato la Prima, e Bruno Filetti, che andrebbe insignito di unonorificienza, per aver sostenuto e ancora sostenere il Comunale sia privatamente sia come presidente della Camera di commercio) e naturalmente tutte le autorità. Ma mancava ieri sera un rappresentante del Governo, principale interlocutore degli appelli dei dipendenti del teatro. La loro protesta è rivolta anche al sindaco e presidente della Fondazione, ieri presente assieme alla compagna, e che i sindacati incontreranno domani, e a quanti come lui giudicano non più rinviabile la riduzione dei costi del lavoro se si vuole la sopravvivenza dei teatri. Der Vampyr è, ciononostante, uno spettacolo sfarzoso. Al pubblico della Prima, invitato nellintervallo dellopera a gustare laperitivo imbandito nei foyer del teatro, è piaciuto molto. Il primo applauso è andato a Detlef Roth, il baritono tedesco che canta nel ruolo del Vampiro, non appena ristoratosi del sangue di una giovane donna, il cui sacrificio ha offerto al pubblico la scena di nudo dapertura. Per il primo quadro Pier Luigi Pizzi ha voluto un fondale ispirato al dipinto di Courbet, Lorigine del mondo, e del resto in questo bramoso Vampiro, cui danno la caccia anche due cani pastori tedeschi, la simmetria con Don Giovanni è evidente. Altri applausi per Carmela Remigio, che canta Malwina e John Osborn, che canta Aubry. E infine scroscianti per tutti i protagonisti, Roberto Abbado e lorchestra, e il coro valorosissimo: che alla fine dellopera, tra i cantanti e le sarte e gli attrezzisti, ha srotolato in proscenio lultimo striscione: «Non siamo noi vampiri. Ci dipingono così».
BOLOGNA - TEATRO: Volantini e appello dei lavoratori letto sul palco. Busta paga distribuita dai tecnici teatrali
I dipendenti del teatro di Bologna si sono riuniti per protestare contro la riduzione dei costi del lavoro. Hanno distribuito volantini e hanno tenuto una manifestazione davanti al teatro, con striscioni che chiedono di non tagliare i salari. I tecnici del teatro hanno anche distribuito una busta paga di 1280 euro, che è la loro ultima paga. La manifestazione è stata accompagnata da altre manifestazioni di gruppi diversi, come i cinque osti di via del Pratello e i ragazzi di LiberaPratello. All'interno del teatro, i dipendenti hanno anche tenuto una manifestazione con striscioni che chiedono di non tagliare i salari.
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