I Nuovi Uffizi non sono più un sogno. Il museo fiorentino sta vivendo una fase di trasformazione cruciale che entro la fine del 2006 porterà a una completa ridefinizione dei percorsi e a un considerevole ampliamento della superficie espositiva. Una vera rivoluzione che - come ha sottolineato il ministro per i Beni e le attività culturali Giuliano Urbani presentando il progetto esecutivo - «è per l'Italia un evento di importanza pari alla realizzazione di una grande infrastruttura come il Ponte di Messina o il Mose di Venezia». Ma i Nuovi Uffizi, una volta completati, diverranno uno dei tasselli del sistema museale più bello del mondo, più imponente del Louvre, perché alla Galleria basterà sommare gli spazi del Corridoio Vasariano (che riacquisterà la sua funzione di collegamento tra Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti), della Galleria Palatina, del Giardino di Boboli e poi su su fino al Forte Belvedere. Sarà un «museo esteso», ricco di capolavori dentro e fuori gli edifici, godibili da una «vista aerea». Perla prima volta, tra due settimane, aprirà il primo piano degli Uffìzi. L'idea di ampliare il museo dedicandogli tutti gli spazi dell'edificio vasariano è vecchia di almeno sessant'anni (quando era sottosegretario Carlo Ludovico Ragghianti) ma solo nel 1991 ha preso il via il trend che ha portato al progetto esecutivo. Secondo quanto previsto, entro il 2006 prenderà corpo un nuovo itinerario di visita e un nuovo sistema di servizi che complessivamente occuperà ben 27mila metri quadrati. La superficie dedicata all'esposizione passerà da 6mila a I3mila metri quadrati con circa ottocento opere d'arte che lasceranno i depositi e diverranno «fruibili» dai visitatori insieme alle 1.200 già presenti. I 4.500 visitatori quotidiani attuali passeranno a 7.000 (grazie a una superficie destinata ai servizi maggiorata del 93 per cento). Il primo assaggio di questa rivoluzione, in atto già da un anno, da quando iniziò la stesura del progetto definitivo, si avrà il 6 marzo in occasione dell'uscita provvisoria sul retro dell'ala di levante del museo che si affaccia su Piazza del Grano; quella definitiva l'avremo solo quando si risolverà l'annosa questione della pensilina dell'architetto giapponese Arata Isozaki, un progetto che, come ha sottolineato ieri il ministro Urbani, è ancora sub iudice. Nella stessa data saranno anche inaugurate cinque nuove sale al primo piano dell'edificio vasariano che accoglieranno una trentina di nuovi dipinti, tra cui tre Caravaggio (Bacco, Medusa e Il sacrifìcio di Isacco) più alcuni «caravaggeschi», i bellissimi dipinti di Guido Reni (Davide e Golia, Sant'Andrea Corsini), di Manfredi e l'inquietante Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi. LA GALLERIA CAMBIA VOLTO I cantieri si apriranno entro il 2004 ma provocheranno la chiusura solo parziale di alcune aree della galleria. Il percorso all'interno dei Nuovi Uffizi cambierà radicalmente snodandosi dal secondo piano (che resterà pressoché intatto) al primo, al piano terra, all'interrato dove saranno disponibili gran parte dei servizi al pubblico; all'altezza della Loggia dei Lanzi cominceranno a snodarsi le raccolte di pittura dal Cinquecento all'Ottocento ordinate per epoche e scuole; la scultura antica troverà sede nei corridoi e nella sala della Niobe mentre le mostre temporanee si concentreranno esclusivamente al mezzanino; infine nell'ala Ovest i grandi saloni di fronte all'Arno ospiteranno alcune opere del Novecento. Le altre novità riguarderanno nuove scale e ascensori interni (riducendo il «traffico» sugli scaloni monumentali), numerosi servizi per il pubblico (aree di accoglienza e di uscita, biglietteria, bookshop, sportello postale, bagni e guardaroba, caffetteria e ristorante accessibili sia dall'interno che dall'esterno), nuovi sistemi d'illuminazione, di controllo termoigrometrico e di sicurezza. Il costo totale dell'operazione si aggira sui 55 milioni di euro, quasi tutti messi a disposizione dall'amministrazione statale; solo il progetto, coordinato dal ministero per i Beni culturali, si è avvalso per la fase esecutiva di risorse finanziarie messe a disposizione dal Comune di Firenze e dalla società Edizione Property del Gruppo Benetton. ISOZAKI DELLA DISCORDIA L'unico nodo da sciogliere resta la pensilina all'uscita del museo in piazza del Grano che due anni fa aveva fatto gridare allo scandalo l'allora sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi. Ieri Urbani ha detto che «il progetto per la realizzazione dell'uscita dei Nuovi Uffizi è ancora sub iudice, cioè soggetto a esami approfonditi collegati agli scavi archeologici nella piazza Castellani. D'altra parte abbiamo scelto la strada di far partire il grosso dei lavori, cioè i Nuovi Uffizi. Abbiamo dato il via al 99 per cento del progetto e lasciato in fondo il problema della loggia di Isozaki che vale meno dell'1 per cento della questione. Nella sistemazione di piazza Castellani saremo guidati da un principio aureo, definibile come della minima visibilità».
II Museo più grande d'Italia
Il Museo degli Uffizi di Firenze sta subendo una trasformazione cruciale con la realizzazione dei Nuovi Uffizi, che prevede l'ampliamento della superficie espositiva e la creazione di un nuovo itinerario di visita. Il progetto, che è stato in atto da un anno, prevede la realizzazione di nuove sale, la creazione di un nuovo sistema di servizi e la riduzione del traffico sugli scaloni monumentali. Il costo totale dell'operazione si aggira sui 55 milioni di euro, finanziati in parte dall'amministrazione statale e in parte dal Comune di Firenze e dalla società Edizione Property del Gruppo Benetton.
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