Ai Beni Culturali l'hanno chiamata «la rivoluzione di Bondi», e non per complimento. Comunque sia, il ministro ha deciso. Il futuro supermanager dei musei è Mario Resca, imprenditore ferrarese già candidato nel 2003 alla direzione generale della Rai e indicato a maggio come possibile amministratore delegato di Alitalia. Resca va a dirigere una struttura nuova che si occuperà di gestione, sviluppo e rilancio delle aree di cultura aperte al pubblico. Il suo ruolo sarà strategico, poichè il supermanager potrà autorizzare il prestito di opere in Italia e all'estero, incrementare le raccolte, sollecitare il sostegno dei privati, probabilmente utilizzare anche i fondi di Arcus, la spa in condominio tra ministero della Cultura e dei Trasporti che devolve a progetti culturali il 3 della spesa dele grandi opere. Si dovrà aspettare il regolamento attuativo della riforma, ma il prescelto ha già detto di sì e nelle more, ha spiegato Bondi, assumerà il ruolo di consigliere del ministro per le politiche museali. Resca, 63 anni, futuro direttore generale per i musei e le aree archeologiche, è laureato in Economia e Commercio alla Bocconi di Milano e ha lavorato alla Chase Manhattan Bank, primo gradino di un cursus honorum variegato e fitto di incarichi tra editoria, finanza ed alta moda. Nel 1974 fu nominato direttore della Biondi Finanziaria del gruppo Fiat, è stato consigliere di amministrazione di Lancôme Italia, di società del Gruppo Rcs Corriere della Sera e del Gruppo Versace. Dal 1995 al 2007 ha ricoperto i ruoli di presidente e amministratore delegato di McDonald's Italia. E non finisce qui: presidente della Sambonet, della Kenwood Italia, socio fondatore della Eric Salmon Partners, presidente dell'American Chamber of Commerce, consigliere indipendente dell'Eni, dal 2002 Cavaliere del lavoro. Una sequenza impressionante di incarichi che però lascia freddi i politici dell'opposizione e perplessi i sindacati. Manuela Ghizzoni, della commissione Cultura della Camera per il Pd, chiede ironicamente al ministro che cosa c'entrino gli hamburger con il patrimonio culturale italiano. E Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil Beni Culturali, ricorda gli annunci fatti da Bondi nei mesi scorsi: «Ma il manager non doveva essere scelto con un concorso internazionale?». Singolare, sempre secondo il sindacato, che si sia passati da una offerta fatta al direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci all'ex amministratore delegato di McDonald's. Paolucci s'era tirato indietro con un «grazie, no». Ma aveva anche aggiunto che per tale incarico sarebbe stato adatto «uno del mestiere». Concludendo profeticamente: «Basta che non sia un manager bocconiano». Invece è andata proprio così. s.d.s.
SUPERMANAGER: la rivoluzione di Bondi
Il ministro dei Beni Culturali ha deciso di nominare Mario Resca, un imprenditore ferrarese, come futuro supermanager dei musei. Resca, 63 anni, ha una carriera variegata e ha lavorato in diverse aree, tra cui editoria, finanza e alta moda. Ha ricoperto ruoli importanti come presidente e amministratore delegato di McDonald's Italia e ha anche lavorato per il Gruppo Fiat e il Gruppo Rcs Corriere della Sera. Il suo ruolo sarà strategico e potrà autorizzare il prestito di opere in Italia e all'estero, incrementare le raccolte e sollecitare il sostegno dei privati. Resca ha già accettato il ruolo e sarà consigliere del ministro per le politiche museali.
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