FIRENZE Avrebbe dovuto essere una festa in onore del progetto per i Nuovi Uffizi, ha finito per essere una festa d'addio alla pensilina di Isozaki. A pronunciare più o meno velatamente questo addio sono stati in tanti, forse tutti i partecipanti alla conferenza per la presentazione del progetto svoltasi ieri nella Salone Magliabechiano della galleria: il ministro Giuliano Urbani, il sovrintendente Paolucci, il sindaco Leonardo Domenici, il direttore per i Beni architettonici Roberto Cecchi, il consigliere delegato di Edizione Property-Gruppo Benetton. Tutti, più o meno allo stesso modo, preoccupati di sottolineare che quella pensilina per adesso resta, in attesa della fine dei lavori di scavo in piazza Castellani, previsti per la fine dell'estate. Tutti, a cominciare dal ministro Giuliano Urbani, allo stesso modo, decisi a ribadire che «per Firenze e per gli Uffizi non ci potranno essere interventi dirompenti e che tutto dovrà svolgersi nel segno dell'equilibrio». Mentre un sondaggio appena effettuato dall'amministrazione comunale sembrerebbe rendere ancora più grave la condanna: il 70 è per cento dei fiorentini sarebbe «contrario» alla pensilina. La sensazione è che si stia cercando una via d'uscita, un modo da abbandonare il progetto dell'architetto giapponese (cui dovrà comunque toccare una cospicua parcella) senza scontentare nessuna delle parti in causa. Intanto ieri si è festeggiata la nascita dei Nuovi Uffizi, una nascita lunga che inizierà sabato sei marzo, quando verranno aperte al pubblico quelle cinque nuove stanze al primo piano della Galleria degli Uffizi: cinque nuove stanze per dare più respiro a una trentina di quadri di Caravaggio (la sua Medusa sarà collocata nella prima sala, subito a ridosso del verone che si affaccia sull'Arno) e di Guido Reni, dei caravaggeschi e della scuola bolognese. Ma quelle cinque stanze semplici, dipinte di chiaro e con i soffitti ancora grezzi, rappresenteranno soltanto il primo passo verso una mutazione epocale del museo fiorentino, in pratica la prima dal 1581.1 visitatori degli Uffizi, a partire dal 6 marzo, dovranno poi di fatto cambiare itinerario: dalle stanze di Giotto e Botticelli non dovranno più utilizzare la scala del Buontalenti, ritornando in quel loggiato da cui erano partiti. Passando attraverso le cinque nuove sale, si ritroveranno invece prima in una «zona d'accoglienza» (con bookshop e store Ferragamo), poi nella piazza Castellani, ormai ribattezzata piazza del Grano in onore di un antico mercato. Tutto grazie alla «vecchia» rampa progettata da Adolfo Natalini che li porterà proprio davanti al vecchio cinema Capitol trasformato (grazie a Natalini) in uno spazio Benetton. La trasformazione degli Uffizi sarà un'operazione da quasi sessanta milioni di euro che dovrebbe portare al raddoppio degli spazi espositivi (da seimila a tredicimila metri quadrati), all'aumento delle opere visibili (da 1.200 a 2.000, statuaria esclusa) e dei visitatori giornalieri (da 4.500 a 7.000). Un progetto che passerà all'esecuzione definitiva «probabilmente tra il luglio e l'agosto di quest'anno», per concludersi tra due anni. Infine il ministro Urbani ha tenuto a precisare «che la pensilina rappresenta solo una delle tante possibilità per i Nuovi Uffizi». Un'altra potrebbe essere quella che vedrebbe un maggiore coinvolgimento del Gruppo Benetton e di Natalini.
Gli Uffizi raddoppiano ma senza la pensilina
Ieri si è tenuta una conferenza per la presentazione del progetto per i Nuovi Uffizi a Firenze. Il progetto, sviluppato dall'architetto giapponese Arata Isozaki, prevede la costruzione di una pensilina in piazza Castellani. Tuttavia, la pensilina è stata criticata da molti, tra cui il ministro Giuliano Urbani, il sovrintendente Paolucci e il sindaco Leonardo Domenici, che hanno espresso preoccupazioni sulla sua costruzione e sulla sua possibile interferenza con la vista dell'Arno. Il sondaggio appena effettuato dall'amministrazione comunale ha rivelato che il 70% dei fiorentini è contrario alla pensilina.
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