PRONTO a partire il progetto di recupero di Villa Bordoni, suggestivo edificio in stile liberty che risale ad inizio Novecento, che sovrasta il centro di Altare. Da circa quarant'anni in stato di degrado e abbandono, l'edificio potrà essere riconvertito in una trentina di appartamenti e mini-alloggi. Oltre al via libera dalla commissione edilizia comunale è arrivato infatti anche l'ok alla ristrutturazione da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio di Genova che lo aveva vincolato come bene da tutelare per il valore artistico. Di notevole pregio la scalinata e la balconata interna. Il restauro, che potrà contare anche sui finanziamenti del Ministero per i Beni Culturali, sarà così portato avanti sotto la "regia" della Soprintendenza. L'immobile era stato acquisito nel 2006 da una cordata di imprenditori e costruttori facenti capo alla società "Cà di Faro" (Vado Ligure) di Paolo Siccardi che con la sua impresa si occupa di ristrutturazioni edilizie. A confermare lo sblocco dell'iter burocratico è il sindaco Giuseppe Flavio Genta: "Sul mio tavolo in Comune è arrivato il progetto preliminare di ristrutturazione. Gli uffici comunali hanno completato il rilascio dei documenti autorizzativi, adesso i lavori possono partire". Nel dettaglio il progetto curato dall'architetto Paolo Fasoli di Milano prevede la realizzazione di 26 appartamenti. Il primo piano dell'edificio, con superficie di cira 270 metri quadrati, verrà destinato a spazi per attività pubbliche. Uffici amministrativi e commerciali, ma anche sale di rappresentanza e locali "culturali", le possibili destinazioni. Garage, cantine e aree verdi completeranno la superficie residenziale. L'edificio fu costruito per volontà dell'avvocato Arnaldo Bordoni, appartenente ad una facoltosa famiglia di vetrai altaresi ad inizio Novecento, su progetto dell'architetto savonese Alessandro Martinengo.