Monumenti negati. Chiusi di nuovo ai visitatori il Rione Terra e lo stadio di Antonino Pio, a Pozzuoli, mentre sarà aperto soltanto nell'ultimo giorno della settimana il parco archeologico di Baia, inaugurato oggi pomeriggio dopo lunghi anni di restauro. Nei Campi Flegrei la domanda crescente di turisti e studiosi si scontra ogni giorno con i problemi «strutturali»: carenze di personale delle soprintendenze, difficoltà finanziarie delle amministrazioni pubbliche, scarsa (o inesistente) capacità propulsiva da parte dei privati. Rione Terra, stadio di Antonino Pio, antiche terme di Baia. Per non parlare della Piscina Mirabilis, delle Cento Camerelle, della tomba di Agrippina, gioielli della storia preclusi completamente ai visitatori. Monumenti famosi in tutto il mondo restano sotto chiave per mancanza di custodi, tecnici, accompagnatori, mentre migliaia di giovani, preparatissimi, continuano ad essere disoccupati perché non si riesce a risolvere i problemi di gestione essenziali. Alla Scabec, la società campana per la gestione dei beni culturali, era stato assegnato un fondo di 140mila euro per organizzare le visite guidate nel dedalo sotterraneo del Rione Terra (tremila visitatori nei weekend degli ultimi quattro mesi) e, un mese fa, all'interno dello spettacolare stadio di Antonino Pio. Nel frattempo, per mantenere in vita i più importanti siti dell'itinerario archeologico flegreo, si sono intensificati gli appelli ad una serie di istituti bancari e d'imprenditori privati, ancora una volta senza successo. Esaurite le già scarse risorse, perciò, la società regionale sarà costretta a interrompere le visite dalla prossima settimana. Mentre nessuna notizia certa è stata finora comunicata per l'apertura al pubblico del ritrovato parco delle antiche terme di Baia, che però potrà essere agibile non più di un sol giorno alla settimana. L'inevitabile discontinuità organizzativa, ovviamente, contribuirà ad aggravare ancor più il deficit promozionale dei Campi Flegrei, vanificando alla fine i successi che tanto faticosamente sono maturati negli ultimi anni, con le numerose offerte del «re-tour» organizzato dal Parco, dalla Provincia, dalle amministrazioni locali, dai Grandi Eventi culturali agli itinerari tematici, ai percorsi di luce nelle antiche terme di Baia. Sarà possibile ricorrere ad una nuova soluzione temporanea in extremis, per consentire le visite guidate nei monumenti flegrei almeno dei giorni di fine settimana? Lo sapremo oggi, quasi certamente, visto che il governatore regionale Bassolino sarà a Baia, alle 15,30 con il soprintendente ai Beni archeologici Pier Giovanni Guzzo, il sindaco di Bacoli Antonio Coppola, per l'inaugurazione dell'antico paradiso termale, restaurato grazie ad un finanziamento di cinque milioni di euro concessi sul capitolo del piani europei. Insieme con l'imminente varo della nuova, meravigliosa sezione museale allestita nei saloni del castello aragonese di Baia l'itinerario storico-culturale dei Campi Flegrei si completa ed acquista spessore di grande attrattore turistico regionale. Proprio per questo, tuttavia, dovrebbe essere sottratto dalla palude della precarietà, della confusione, della scarsa efficienza burocratica. A che serve spendere tredici milioni (otto per lo stadio di Antonino Pio, cinque per il parco archeologico di Baia) se alla fine i turisti continueranno a trovare sbarrati i cancelli dei nostri monumenti universali?