ll decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, modificato dai d. lgs. 62 e 63 del 2008, ha inserito nell'elenco dei beni culturali le pubbliche piazze, vie e strade di interesse artistico o storico, la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni. Pertanto, è necessario individuare le piazze e le strade pubbliche d'interesse storico o artistico ed aventi più di cinquanta anni . Ma, ad esempio, ciò a Napoli non è avvenuto e questo spiega le recenti vicende dei gazebo posti su alcune piazze o strade cittadine con tutti i permessi comunali, ma senza l'autorizzazione della Soprintendenza. Infatti, molti Comuni non tengono conto, che secondo la citata legge statale i beni immobili ad essi appartenenti e compresi nell'elenco dei beni culturali (come le dette strade e le piazze) sono sottoposti a vincolo direttamente dalla legge, a differenza di quanto avviene per i beni privati. L'esclusione da tale vincolo è subordinata ad una verifica, da parte del Ministero, dell'esistenza o meno dell'interesse storico o artistico. L'automatica definizione di bene culturale dei beni immobili di proprietà degli enti pubblici territoriali la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni dovrebbe comportare nel prossimo anno l'estensione del vincolo anche allo stadio San Paolo. Indubbiamente, in questo caso trattasi di un esempio di architettura contemporanea di notevole pregio. Purtroppo, le modifiche apportate al progetto originario ne hanno seriamente pregiudicato il valore artistico. Ciò vale, in particolare, per la copertura delle gradinate, che ha stravolto il disegno del progettista. E' auspicabile, quindi, che compiuti oramai i cinquanta anni non sia escluso lo stadio San Paolo dall'elenco dei beni culturali di proprietà del Comune di Napoli. Conseguentemente, bisognerebbe far ricorso alle procedure previste dalla legge per l'esecuzione degli interventi necessari per assicurare la conservazione del valore artistico del bene e, quindi, nel caso specifico, dell'eliminazione della copertura dello stadio. Certo "i tifosi" non vorrebbero stare sotto la pioggia, come, peraltro, in parte già stanno nonostante la copertura. In tal caso, non è escluso che anche mediante qualificati concorsi di progettazione - si possa realizzare una nuova copertura, che non danneggi (e magari accresca) il valore estetico dello stadio. Forse varrebbe la pena di fare una spesa per un'opera la cui immagine tramite la televisione è diffusa in tutto in mondo (anche più della spazzatura).