«DUNQUE non sono né un cementificatore né un dispregiatore delle regole», trionfa il sindaco di Fiesole, Fabio Incatasciato. Ieri ha ricevuto la sentenza del Consiglio di Stato che boccia il ricorso contro il piano di recupero di piazza Garibaldi presentato dal Comitato per Fiesole che già si era opposto ai lavori di piazza Mino. Si tratta dellarea, che comprende la vecchia casa del popolo e il teatro, ambedue abbandonati da tempo, acquistata da Alberto Aleotti. Il patron della Menarini progetta di farci, come recita la delibera comunale che approva il piano di recupero, un centro studi e 28 appartamenti da usare «per le necessità Menarini e non per la vendita», sottolinea Incatasciato. Sono in tutto 9.500 metri cubi, 7.500 per Aleotti e duemila per l ingrandimento del Comune. La prima bocciatura del ricorso era venuta dal Tar, poi il Comitato era ricorso al Consiglio di Stato. «Ma il Consiglio ci ha dato ragione», dice il sindaco ben contento dopo che anche Asor Rosa, era salito a Fiesole chiamato dal Comitato e aveva denunciato la rovina del patrimonio artistico e storico. Ora, almeno a livello legale, ha vinto il sindaco. Il ricorso del Comitato si basava soprattutto su tre punti: che quellarea comunale non poteva essere alienata, dunque la vendita era illegale; che il piano di recupero non corrispondeva al piano regolatore; che si sarebbe costruito sopra reperti archeologici. Ma la sentenza emessa l11 novembre dal Consiglio di Stato e recapitata ieri a Incatasciato è di parere contrario. «Finalmente - dice il sindaco - si conclude un iter in cui lamministrazione è stata accusata di tutto. Non cera invece nessuna irregolarità e ora ci devono chiedere scusa».