Ora la palla passa ai tecnici dellArpal che dovranno verificare la presenza di sostanze inquinanti LA PINZA spezza, piega, accatasta quelle lamiere rosso-nero-azzurre che furono il grande gasometro. «E lultima occasione per vederlo» avverte Claudio Burlando, presidente della Regione: tra una settimana o poco più al suo posto, dietro Villa Bombrini, ci sarà soltanto la «tartaruga», la base in cemento che verrà a sua volta distrutta e poi scandagliata dai tecnici dellArpal per valutare se, al di sotto, ci siano rimaste sostanze inquinanti. E se la bonifica dellex area a caldo va avanti più che spedita, ora, confermano ad una voce sola Burlando e la sindaco Marta Vincenzi, ci sono due impegni contemporanei quanto fondamentali: chiarire, appunto, se ci siano aree inquinate, e decidere cosa fare di questi 270 mila metri quadri circa che sono ora vuoti, a parte pochi edifici e i cowper dellaltoforno, pronti a loro volta ad andarsene a inizio del 2009. Contemporaneamente, chiedere a gran voce al governo che trovi quei 70 milioni di euro previsti dallaccordo di programma e necessari per le infrastrutture portuali, la nuova sopraelevata in primo luogo, oltre al collegamento con la strada a mare e il nodo di San Benigno: altrimenti, avverte Luigi Merlo, presidente dellAutorità Portuale, rischiamo di raddoppiare i traffici e non poterli far uscire dai moli. E lospedale? «Il Comune non ha preconcetti, ma dobbiamo discuterne, abbiamo chiesto alla Regione di avere più opzioni» ricorda la sindaco. Che non ha mai nascosto di preferire una localizzazione a Multedo, e che incidentalmente ricorda come ogni insediamento di grandi superfici di servizio debba Sul futuro, insistono Vincenzi e Burlando, saranno soprattutto i cittadini a pronunciarsi, in nome della partecipazione e di quel risarcimento urbanistico e sociale che il ponente merita. I soldi ci sono: la bonifica, tenuto conto dei ribassi dasta e della dimensione delle aree, inferiore a quanto inizialmente previsto, è costata meno del previsto, conferma il nuovo amministratore delegato di Sviluppo Genova Piergiulio Porazza. «Rimangono 35-40 milioni di euro - ha detto Burlando - per mettere a posto larea e fare quello che si vorrà sulla base anche dei vincoli eventuali». Quelli che potrebbe essere la Soprintendenza a mettere, in particolare per lutilizzo della Villa, perché nuove costruzioni non vadano ad incomberle addosso, così comè stato per cinquantanni con i gasometri. Giorgio Rossini, direttore dei beni artistici liguri, non si pronuncia. Ma ha grandi parole di elogio per il parco retrostante, un giardino finora più o meno segreto, che può invece diventare un nuovo centro dattrazione per lintera città, già dalla prossima estate. Il "risarcimento" non riguarderà solo larea dove una volta si produceva lacciaio, ma gran parte di Cornigliano. Ma cè da rispondere anche in termini di servizi; e insieme allassessore provinciale allo sviluppo, Paolo Perfigli, la Vincenzi ricorda la necessità di rispondere ad unemergenza importante di Cornigliano: il nuovo depuratore, che liberi il quartiere dai nauseabondi effluvi dellattuale, decisamente obsoleto. Ce nè da discutere. E da scegliere.
LIGURIA - Cornigliano, il gasometro in briciole Distrutto il simbolo dellacciaieria, il futuro è ancora unincognita
La Regione e il Comune di Genova stanno lavorando per bonificare larea dove una volta si produceva lacciaio. I tecnici dellArpal dovranno verificare la presenza di sostanze inquinanti. La bonifica è costata meno del previsto, rimangono 35-40 milioni di euro per mettere a posto larea. La Regione e il Comune chiedono al governo di trovare i 70 milioni di euro necessari per le infrastrutture portuali, tra cui la nuova sopraelevata e il collegamento con la strada a mare. Il Comune non ha preconcetti per lutilizzo dell'ospedale, ma vuole discutere delle opzioni. I cittadini saranno soprattutto a pronunciarsi per il risarcimento urbanistico e sociale.
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