«Pronti un milione e 600mila euro» L'assessore Moroni parla di defaillance della collega Donati «Ci dica se vuol partecipare al progetto» PISTOIA. I primi soldi da spendere per il recupero e la valorizzazione della Fortezza Santa Barbara ci sono. Si tratta, per la precisione, di un milione e 600mila euro. Lo afferma l'assessore alla cultura del Comune di Pistoia Rosanna Moroni, che ribadisce di aver sempre seguito la questione e tira le orecchie alla sua omologa in Provincia, Cristina Donati, assente ad una riunione decisiva e "colpevole" di non aver ancora contribuito a dissipare i dubbi circa la compartecipazione della stessa Provincia al progetto. Assessore Moroni, la Soprintendenza ha detto che non esiste alcun impegno di spesa per la Fortezza Santa Barbara e che non c'è nessun tesoretto di due milioni di euro a cui attingere. Come stanno esattamente le cose? «Non c'è un apposito stanziamento di due milioni di euro. C'erano e ci sono, invece, una previsione di spesa di due milioni e l'impegno del Comune e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia a finanziarne la maggior parte. La Fondazione ha, infatti, ripetutamente assicurato la disponibilità a sostenere l'intervento con il contributo, decisamente rilevante, di un milione di euro e il Comune di Pistoia, fin dal giugno scorso, ha inserito nel piano degli investimenti un apposito stanziamento di 600mila euro. Mi auguro che anche la Provincia voglia sciogliere l'incertezza riguardo ad una sua partecipazione economica ad un progetto di grandissima rilevanza per la comunità locale, che rappresenta anche un fondamentale tassello dell'offerta culturale e turistica cittadina e non solo». L'altro giorno, in consiglio provinciale, l'assessore Donati disse di essere all'oscuro di tutto. Le pare possibile? «Su richiesta del Comune, il progetto figura tra le priorità del Pasl provinciale, strumento di riferimento regionale per l'individuazione delle priorità da finanziare. Mi spiace, quindi, che l'assessore Donati sia caduta dalle nuvole, visto che il Comune, che da sempre svolge il ruolo operativo e di coordinamento, ha tenuto aggiornato il Comitato di programma. Quindi, anche la Provincia dovrebbe aver ricevuto la convocazione per l'incontro di febbraio, la successiva lettera della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana e la nostra comunicazione di giugno. Ma posso capire che i numerosi impegni che gravano sugli amministratori possano provocare qualche comprensibile defaillance». A che punto è l'ipotesi di creare una Fondazione Fortezza Santa Barbara? «Il 20 febbraio 2008 si tenne un incontro presso la Direzione regionale al quale presero parte i rappresentanti del Comune, della Regione, della Camera di Commercio e della Fondazione Caript, insieme al direttore regionale Lolli Ghetti e alla Soprintendente per i beni architettonici e il paesaggio Paola Grifoni, per verificare l'opportunità di costituire la Fondazione Fortezza Santa Barbara. Purtroppo, la Provincia di Pistoia, invitata a partecipare con idonea convocazione, non partecipò. Successivamente è intercorsa una corrispondenza, puntualmente inviata all'assessore alla cultura della Provincia Cristina Donati, che precisa la volontà di costituire la Fondazione Fortezza Santa Barbara e l'impegno (già adempiuto) della Direzione regionale ad attivarsi in tal senso elaborando una proposta di documentazione da sottoporre all'esame degli uffici ministeriali competenti. Visti i tempi non brevi necessari alla costituzione della Fondazione, si è ritenuto opportuno agire anche su un altro piano». Quale? «Stipulando un accordo tra enti locali e Fondazione Caript in modo da avviare le procedure per la ristrutturazione. Intendevamo sottoscrivere l'accordo prima dell'estate, ma, nonostante i ripetuti tentativi di convocare una riunione ad hoc entro la fine di giugno, siamo stati costretti ad informare il Comitato di programma dell'impossibilità di trovare una data compatibile con la presenza di tutti i rappresentanti prima di settembre. Ora, la bozza dell'accordo è quasi pronta. Mi auguro che nella prossima riunione del Comitato di programma, che sarà convocata a breve, si possa giungere alla sua approvazione». Ma perché tutti questi ritardi? «Se il percorso non è celere come tutti vivamente auspicheremmo, ciò dipende anche dal numero dei soggetti coinvolti e dal fatto che ciascuno di essi è tenuto al rispetto di determinate procedure. Come ho ripetutamente dichiarato a Lolli Ghetti, poco importa la forma giuridica che l'accordo assumerà, essenziale è stipularlo in tempi rapidi, ma è ovvio che restauro e successiva gestione della Fortezza sono inevitabilmente subordinati all'assenso del Ministero dei beni culturali, proprietario del bene e titolare legittimo (e decisivo) delle scelte riguardanti le modalità operative e gestionali. L'elaborazione di un progetto esecutivo che dia attuazione al primo stralcio del piano di fattibilità elaborato a suo tempo non può che conseguire alla formalizzazione di un accordo con il Ministero».