Decisione bipartisan «Una rarità nelle aree protette» ALBERESE. Dopo aver ottenuto il via libera, all'unanimità, dalla Commissione Territorio Ambiente e poi dal consiglio direttivo dell'Ente Parco, due giorni fa il nuovo Piano del Parco ha concluso il suo iter, con l'approvazione del consiglio regionale. Un passaggio storico per l'area protetta, che ha compiuto da poco 33 anni di vita. Tre sono le parole d'ordine che costituiscono l'anima del nuovo Piano del Parco: fruizione, conservazione e condivisione. Ci sono voluti 6 anni per redarre il documento. Con il nuovo Piano aumentano le tutele naturalistiche: i Monti dell'Uccellina diventano un unico grande sistema con la pianura alluvionale del fiume Ombrone, la zona umida della Trappola, la pineta litoranea di Marina di Alberese e l'area contigua che comprende il comprensorio agricolo e che giunge a toccare i crinali collinari. 9.000 ettari di territorio disciplinati nel dettaglio, con ambiti di grande interesse archeologico, architettonico e storico-culturale. Cambia anche la zonizzazione del Parco che passa dalle tre aree (forestale e palustre, agricola a regolamentazione speciale e agricola) ad una diversa suddivisione: 536 ettari di riserve integrali (circa il 6), 1.775 di riserve orientate (il 20), 5.072 di aree di protezione (il 55) e 1.676 di aree di promozione economica e sociale (il 19). Nel contempo il Piano, per la prima volta, prende in considerazione interventi come l'erosione costiera e l'avanzamento del cuneo salino. Il presidente Giampiero Sammuri è molto soddisfatto. «Adesso - dice - manca soltanto l'ultimo passaggio: la pubblicazione sul Burt. La ricerca della condivisione è stata complessa ed ha indubbiamente dilatato l'iter del Piano e la tempistica. Questo, però, era l'obiettivo fin dall'inizio: ottenere il contributo del maggior numero possibile di soggetti e, alla fine, un'approvazione all'unanimità. Ho naturalmente molto apprezzato gli elogi bipartisan dei consiglieri regionali al sottoscritto, ma soprattutto al lavoro svolto. Li giro a chi ha contribuito a concepire e strutturare il Piano: dal nostro direttore alla struttura, dal vecchio consiglio (che, a suo tempo, sostenne Agenda 21), a tutti i tecnici che hanno collaborato con la struttura dell'Ente Parco; e ancora coloro che l'area protetta la vivono ogni giorno e che hanno sempre partecipato agli incontri, alle riunioni. Un ringraziamento, poi, alle associazioni di categoria e ambientaliste, promotrici di suggerimenti importanti, agli amministratori della Comunità del Parco e alle associazioni del territorio». Poi Sammuri ribadisce che «l'approvazione all'unanimità di un Piano del Parco è un evento davvero raro in Italia, perché le divisioni, quando si parla di ambiente e delle attività collegate sono all'ordine del giorno».
GROSSETO: Piano del Parco al traguardo. Approvato in Regione, la soddisfazione di Sammuri
Il nuovo Piano del Parco di Alberese è stato approvato all'unanimità dal consiglio regionale dopo 6 anni di lavoro. Il piano ha tre parole d'ordine: fruizione, conservazione e condivisione. Aumentano le tutele naturalistiche, con 9.000 ettari di territorio disciplinati nel dettaglio. La zonizzazione del Parco cambia, con 536 ettari di riserve integrali, 1.775 di riserve orientate, 5.072 di aree di protezione e 1.676 di aree di promozione economica e sociale. Il presidente Giampiero Sammuri è soddisfatto e ringrazia tutti coloro che hanno contribuito al lavoro. L'approvazione all'unanimità è un evento raro in Italia.
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