Inaugurazione, il governo blocca anche la sera del 5 Roma comunica lo slittamento delle date Il sindaco insiste: lotteremo ancora È buio fitto sulla riapertura del Petruzzelli. A far calare il sipario per la seconda volta, svela da Roma il sindaco Michele Emiliano, incredulo e adirato, è stato il ministero dei Beni culturali. Con una telefonata di Salvo Nastasi, capo di gabinetto del ministro Sandro Bondi e, dulcis in fundo, subcommissario straordinario per la ricostruzione del politeama barese. «Nastasi mi ha chiamato e - racconta Emiliano - mi ha detto che i tempi dei collaudi statici saranno lunghi, sottolineando che non termineranno per il 5 dicembre. E quindi il problema non sta più nelle prescrizioni della commissione di vigilanza. Tutti sanno che non è vero: il teatro è finito, ma siamo inchiodati a questa finzione. Sarebbe solo una vergogna se qualcuno sintestardisse a voler truccare le carte in tavola». Da qui lanalisi al vetriolo del sindaco di Bari. «Ho avuto la netta impressione - incalza - che il teatro non si aprirà per ragioni politiche. Siamo in attesa che la ragionevolezza prevalga allinterno del Consiglio dei ministri. È di tutta evidenza che le ragioni del perché il Petruzzelli non debba riaprire coincidono con problema interno al governo. Noi non siamo ammessi a quel tavolo. Ma fermo restando che, ribadisco, il politeama è pronto cè da capire quali siano i motivi reali che impediscono al "povero" ministro Bondi di sbloccare questa situazione». Chiamato in causa Bondi non tarda a replicare, delineando lo scenario dello scontro: «Ho spiegato al sindaco con le buone maniere la situazione e i problemi che impediscono per adesso lapertura del Petruzzelli. Constato amaramente che Emiliano invece con toni inaccettabili alimenta una polemica strumentale e propagandistica di carattere politico che nulla a che fare con lapertura del teatro». E se i contorni della vicenda si offuscano sempre di più, Emiliano non sarrende e promette: «Non perderemo né la speranza né la combattività». A provarlo lannuncio che il concerto di fine lavori del 5 dicembre con Placido Domingo si farà comunque. Anche fuori dal Petruzzelli, se necessario. «Vorrà dire che lo faremo allaperto, davanti al teatro. Diventerà un grande happening: non saremo più in mille e cinquecento, ma molti di più. Non stiamo lottando più per riaprire il Petruzzelli e basta, ma per sottrarci a una incomprensibile brutalità. E qui il governo dimostra di non aver compreso che la posta in gioco è la fiducia dei cittadini nelle istituzioni». Parole, quelle di Emiliano, che hanno conquistato ieri mattina la platea del teatro Valle di Roma, dove si erano date appuntamento le fondazioni liriche italiane. Così dopo aver rotto lapplausometro il sindaco ha rivolto lappello perché proprio a Bari si tenga una manifestazione per il reintegro del Fondo unico dello spettacolo. Davanti al Petruzzelli, naturalmente. «E dico davanti perché - ha ironizzato - non sono sicuro di poterla fare dentro». E mentre la battaglia per linaugurazione del Petruzzelli il 6 dicembre, giorno di San Nicola, sembra allontanarsi da ogni prospettiva di vittoria resta in piedi lincognita del concerto di Zubin Mehta con lorchestra del Maggio fiorentino. Appuntamento che Emiliano, vista lufficialità istituzionale dellevento, aveva rimesso alla decisione del ministro Bondi. Ebbene sulla carta levento sarebbe ancora in piedi. A sottolinearlo è proprio il sovrintendente Francesco Giambrone, alla guida del Maggio fiorentino. «Per me il concerto è ancora in piedi, del resto - chiarisce - è un impegno che abbiamo assunto già un anno e mezzo fa. Mi creda, ritagliare una data non è stato neanche facile». E se tutto dovesse voltare al peggio, come denuncia preoccupato Emiliano? Oltre al danno la beffa di una penale? «Assolutamente no. Siamo fondazioni consorelle. E poi il Petruzzelli deve riaprire: per il bene dellItalia».