Le immagini "Evocazioni e nuovi allestimenti nellAppartamento del Re" portano il visitatore nel secolo di Juvarra e Carlo Emanuele III Mobili, porcellane sovrapporte e le Pagode che resteranno nel Gabinetto a China Tornano dopo 150 anni dal Quirinale a Villa della Regina le sei sovrapporte con le Storie di Enea, dipinte nel 1735 circa da Corrado Giaquinto per la camera da letto di Carlo Emanuele III. Accanto alla scenografica ricostruzione virtuale del Gabinetto della libreria di Pietro Piffetti - loriginale, ormai intrasportabile, è oggi nella biblioteca del presidente della Repubblica - sono al centro della mostra «Evocazioni e nuovi allestimenti nellAppartamento del re», aperta da oggi e realizzata con il contributo della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali. Giunta con questo al suo terzo intervento per il recupero della residenza, come ha ricordato ieri durante linaugurazione il presidente Lodovico Passerin dEntreves, dopo il recupero nel 2001-2003 dellAsse del Belvedere con il Teatro dacque e, nel 2006, il restauro del piano nobile. Oltre ai dipinti di Giaquinto (trasferiti nel secondo Ottocento con altri arredi della Villa al Quirinale, in seguito alle vicende legate allUnità dItalia e al trasferimento della capitale) sono esposti nelle sale altri arredi prestati da Palazzo Reale, Palazzo Madama e Galleria Sabauda, tra questi e un tavolino da gioco di Piffetti, mentre un enorme tavolo da bigliardo, o meglio "da trucco", del XVIII secolo proviene dal Castello di Guarene. «Più che di una mostra, si tratta della ricomposizione di un ambiente attraverso un allestimento temporaneo» ha detto il direttore per i beni culturali Liliana Pittarello. Il periodo che si è inteso ricostruire coincide con il progetto di Filippo Juvarra per Carlo Emanuele III e le mogli Polissena dAssia ed Elisabetta di Lorena; lintento, ha aggiunto il direttore della residenza Cristina Mossetti, è quello di «offrire al pubblico la possibilità di visitare una villa che ha subito tanti cambiamenti e di ricostruirne le varie fasi». Si tratta di una prima prova, frutto di studi e ricerche che hanno portato tra laltro a ricostruire nel Gabinetto alla China la boiserie originale, anchessa trasferita al Quirinale, attraverso una leggera stampa su garza, con un effetto delicato e scenografico in continuità con la volta dipinta, mentre nel Gabinetto della Guardaroba, in una vetrina allinterno delle armadiate settecentesche, si sono collocate porcellane occidentali, dalle Manifatture di Meissen e Rossetti, e orientali a evocare le numerose suppellettili citate negli inventari settecenteschi della Villa. Mentre molte delle opere in mostra (anche le sovrapporte di Giaquinto, peraltro modificate per adattarle agli spazi del Quirinale) torneranno ai proprietari, rimarranno in esposizione permanente alcuni dei mobili che già facevano parte della Villa, trasferiti nel 1983 a Palazzo Madama dopo la soppressione dellIstituto per le figlie dei Militari (che aveva a Villa della Regina la sua sede) e ora concesse in comodato dalla Fondazione Torino Musei. Fanno parte delle opere in dotazione della dimora anche le Pagode, sculture orientaleggianti restaurate con il contributo dei visitatori delliniziativa "Rivelazioni barocche" e ricollocate nello juvarriano "Gabinetto verso mezzogiorno e ponente alla China". Visite da venerdì a domenica 10-18, prenotazione obbligatoria, per singoli 800329329 o presso Infopiemonte in piazza Castello, per gruppi 0115641717.