La delibera che prevede per Palazzo Carciotti una destinazione museale e congressuale, e che include l'accordo da sottoscrivere con la Direzione regionale per i beni culturali, approderà in consiglio comunale mercoledì 19. Un impegno dei capigruppo a metterla all'ordine del giorno è stato preso ieri, al termine della seduta congiunta delle commissioni quarta e sesta, alle quali l'assessore ai lavori pubblici Bandelli ha illustrato il documento. Sempre ieri è stato concordato che il progetto di massima per la parte congressuale del palazzo, che l'ingegner Francesco Cervesi ha redatto e messo a disposizione della città, sarà illustrato alle due commissioni dallo stesso progettista, in una riunione fissata per martedì nella sede di Villa Prinz. La destinazione d'uso dello storico palazzo è dunque delineata. La parte dell'edificio che ha conservato inalterate le caratteristiche storico-architettoniche sarà destinata a polo museale, e in questo senso la bozza di accordo con la Direzione per i beni culturali ne prevede l'utilizzo come sede della Pinacoteca nazionale. Per la parte del palazzo che negli anni ha subito numerose trasformazioni è prevista invece una destinazione congressuale, che comprende attività complementari ai congressi quali la ristorazione, il commercio, attività espositive e ricettive (leggi albergo). Nell'accordo che il sindaco Dipiazza e il direttore regionale dei Beni culturali andranno a firmare, una volta che la delibera sarà stata approvata dal consiglio, Comune e Direzione regionale si impegnano anche a «promuovere la ricerca di finanziamenti per sviluppare la progettazione e promuovere la realizzazione del recupero e del riuso dell'edificio storico» e convengono, come detto, che «nella parte destinata ad attività museale potrà trovare sede la Pinacoteca nazionale». Aprendo la seduta con le due commissioni, l'assessore Bandelli ha definito la delibera «un atto assolutamente innovativo, di importanza strategica per la ridefinizione urbanistica della città, che parte dall'ordine del giorno, votato all'unanimità dal consiglio comunale nel luglio 2007, sulle possibilità di conservare la proprietà dell'edificio». Sottolineando la difficoltà a stimare i fondi necesari per riqualificare il palazzo, Bandelli ha spiegato che nel piano delle opere del 2007 erano stati inseriti 800 mila euro solo per sistemare il tetto. «Credo ha aggiunto che Trieste possa rivendicare l'intervento finanziario della Regione per il recupero di un edificio così importante». Rimarcando il fatto che solo la concertazione con la Soprintendenza ha permesso di arrivare alla bozza di accordo, Bandelli ha poi ricordato come il progetto offerto dall'ingegner Francesco Cervesi abbia consentito a suo tempo di iniziare a discutere sul futuro dell'edificio. Quanto alla delibera, l'assessore ha precisato che il documento avrebbe potuto essere solo espressione della giunta, ma di aver voluto anche il passaggio in consiglio. «Manteniamo la proprietà dell'edificio ha ribadito e andremo alla ricerca di compartecipazioni con tutte le fonti finanziarie, enti e privati, per dare una risposta definitiva in termini di programmazione, anche con riguardo all'attività congressuale». Nel dibattito che è seguito, il capogruppo del Pd Fabio Omero ha annunciato un emendamento per «definire una volte per tutte la destinazione dei contenitori sulle Rive e avviare un cronoprogramma», condizionando il voto del suo gruppo all'accoglimento dell'emendamento. Omero ha chiesto poi che la Regione confermi per Trieste la funzione turistico-congressuale stabilita dalla precedente giunta, che quella attuale non sta perseguendo. Concordando con Omero, Decarli (Cittadini) ha sottolineato la necessità che «nella Pinacoteca vengano destinati spazi anche per le molte opere che il museo Revoltella non riesce ad esporre».