CAGLIARI. La Regione, anche con interventi «coercitivi», potrà contrastare la «cultura edilizia del non finito», ossia l'abitudine ancora presente in Sardegna di iniziare a costruire un edificio con l'intenzione di completarlo in fasi successive lasciando i blocchetti o i mattoni «a vista». Il Consiglio ha, infatti, approvato l'articolo 37 della proposta di legge urbanistica che stabilisce come obiettivo il raggiungimento dell'elevata qualità architettonica per «l'inserimento armonioso delle nuove costruzioni nel contesto urbano e paesaggistico». Inoltre, si punta a valorizzare i contesti identitari negli spazi pubblici e ad aumentare le aree verdi acquisendo le aree libere all'interno dei centri abitati. Il Consiglio ha approvato anche l'articolo che applica la compensazione a favore dei comuni che, alla luce dei vincoli imposti dal Piano paesaggistico, sono stati particolarmente svantaggiati. La giunta, sulla base delle richieste degli enti locali in sede di definizione del Piano urbanistico comunale (Puc) e previa intesa con essi, potrà finanziare interventi pubblici di promozione economica e occupazionale. E' prevista un'istruttoria pubblica e, in particolare, si ammette la permuta di aree private con equivalenti aree pubbliche con concessione di bonus volumetrico non superiore al 20 dell'esistente.