Aspettative del settore alla Borsa di Pompei. Bacino di 5,5 mln di turisti Archeologia come risorsa economico-culturale del turismo e non più fenomeno di nicchia, specie se nel futuro si riuscirà a coniugare con l'enogastronomia e con l'ecoturismo: grazie agli oltre 5,5 milioni di visitatori che annualmente si registrano nei primi 6 siti archeologici italiani, questo segmento turistico può essere un nuovo volano per il settore. Questi concetti sono stati ribaditi all'apertura dell'XI Borsa mediterranea del turismo archeologico, ieri a Paestum, che vede la partecipazione di 80 buyer esteri provenienti da 15 paesi, ben 35 paesi esteri come espositori, oltre 160 seller italiani e una previsione di affluenza di circa 2 mila operatori professionali. «Occasione unica per Paestum, per la Campania e per il sistema-paese», ha sottolineato il presidente della regione Campania, Antonio Sassolino, «di dare pieno risalto a questo segmento di turismo che è a pieno titolo un'industria che deve operare tutto l'anno e senza limiti territoriali, oltreché essere una grande opportunità di crescita economico-sociale». Proprio la presenza di 35 paesi esteri espositori, tra cui Israele, Palestina, Colombia, Togo, Tailandia, la designazione del Perù quale paese ospite d'onore col suo straordinario sito archeologico di Machu Pichu hanno spinto il direttore della borsa, Ugo Picarelli, a preannunciare che «dal prossimo anno, la manifestazione si chiamerà Borsa mondiale del turismo archeologico, sia per la nutrita presenza di nazioni di tutto il mondo, sia perché è davvero il primo grande evento di questo segmento. Ma già questa edizione è proiettata al futuro con uno spazio dedicato all'archeologia virtuale che può avvicinare i giovani a questo turismo e la presentazione di innovative offerte turistiche combinate tra arte archeologia ed enogastronomia, quali il progetto di due grandi mete archeologiche come Pompei e l'isola di Mozia, per stimolare i t.o. a proporre un'offerta combinata multitarget. Proprio sul macroscenario si è soffermato il vicesegretario generale dell'Omt, presente a Paestum, Taleb Rifai. «Le turbolenze finanziarie stanno influenzando anche l'andamento dei mercati turistici e abbiamo dovuto rivedere le nostre previsioni per il 2009: avevamo ipotizzato una crescita tra il 4 e il 7, ma siamo certi che non si supererà il 2». Alla Bmta verrà presentata una ricerca incoming del Ciset che evidenzia la grande chance del turismo archeo-culturale per il Sud Italia che, a oggi, è fortemente concentrata sul prodotto-mare e vanta solo un 2,5 di share nel mercato mediterraneo, ben lontano dalla quota del 24 vantata dalla Spagna e dalle crescenti quote di Croazia e Turchia. C'è poi la componente della spesa media dei turisti culturali (91 euro al giorno) che è ben più alta rispetto a quella dei turisti balneari (70 euro al giorno). Scavi e musei , dunque, per affiancare mare ed enogastronomia, sono le strade obbligate per il nostro rilancio turistico.
Archeologia non di nicchia se viene abbinata ad ambiente e gastronomia
La Borsa mediterranea del turismo archeologico si è aperta a Paestum con la partecipazione di 80 buyer esteri e 35 paesi esteri come espositori. Il presidente della regione Campania ha sottolineato l'importanza di questo segmento di turismo, che può essere un volano per il settore. La manifestazione è proiettata al futuro con uno spazio dedicato all'archeologia virtuale e la presentazione di offerte turistiche combinate tra arte, archeologia e enogastronomia. Il vicesegretario generale dell'Omt ha riveduto le previsioni per il 2009 a causa delle turbolenze finanziarie, ma ha evidenziato la grande chance del turismo archeo-culturale per il Sud Italia.
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