Il 113esimo vescovo di Como, monsignor Alessandro Maggiolini, al termine delle solenni esequie in Duomo, verrà trasferito nella chiesa di San Giacomo. Percorrerà, ancora una volta, la stessa manciata di metri che la separa dalla Cattedrale, esattamente come ha fatto, ogni domenica delle Palme, per i 17 anni in cui ha guidato la diocesi. E quella festività è sempre stata tanto cara a monsignor Maggiolini. Forse perché coincide con il suo ingresso e con il suo primo abbraccio a Como. Era il 1989 e, quell'anno, cadeva il 19 marzo. Da allora percorreva quel tragitto durante le celebrazioni ufficiali, ma anche la mattina, per recarsi in Cattedrale e fino a poco tempo fa. Questa sera tornerà a San Giacomo per l'ultima volta, in attesa della tumulazione prevista per domani mattina. Il protocollo è identico a quello seguito poco più di un anno fa, quando la diocesi diede l'addio al suo predecessore, monsignor Teresio Ferraroni, ricordato come «il vescovo della gente e dei lavoratori». Stamattina, monsignor Maggiolini, verrà tumulato nella cappella dei canonici del Duomo, al cimitero monumentale. Ma resterà lì soltanto in via provvisoria. La lettura del testamento spirituale, che avverrà durante la celebrazione dei funerali, darà la certezza della scelta del luogo definitivo dove riposerà la salma del vescovo emerito. Il suo legame con Como sembra essere indissolubile e, proprio per non spezzarlo, ha chiesto espressamente di essere avvolto in un mantello di seta. Simbolo della città in cui ha trascorso una lunga fetta di vita e del luogo che ha amato di più. Anche per monsignor Ferraroni era stata seguita la stessa procedura con la cappella al monumentale scelta come luogo provvisorio - con una cerimonia in forma strettamente privata - in attesa del trasferimento nella basilica di Sant'Abbondio avvenuto qualche mese fa. Oggi si saprà se anche Maggiolini ha scelto di riposare tra le volte della chiesa romanica che, ogni anno, accoglie i fedeli per la solenne celebrazione del patrono e i discorsi alla città e agli amministratori. Accanto al primo vescovo, Abbondio (nella teca sotto l'altare), a Ferraroni, e a Felice Bonomini (il 111esimo vescovo della diocesi lariana). In quel caso, come hanno spiegato dalla curia, si dovrà chiedere l'autorizzazione alla soprintendenza. Lo stesso se la destinazione definitiva fosse la Cattedrale. La tumulazione definitiva potrebbe quindi avvenire nell'arco di qualche mese. Anche Maggiolini potrebbe quindi continuare il suo legame speciale con la città e con Sant'Abbondio, prima guida dei comaschi. Gi. Ro.