La testa marmorea raffigurante con ogni probabilità Nerone, emersa dal cantiere della metropolitana di Piazza Nicola Amore, potrebbe provocare un rallentamento dei lavori per gli scavi del metrò. Perché quella scultura apre nuovi scenari sul passato di Napoli, il mistero della città imperiale potrebbe essere, in poche parole, svelato dopo anni di studi, ricerche e intuizioni che oggi, alla luce di quella scoperta, si concretizzano, assumono un carattere se non di assoluta certezza almeno molto realistico. Una partita troppo importante, non solo per gli studiosi, ma anche per lo sviluppo del turismo. Basta pensare cosa possa significare una metropolitana-museo e quale stimolo possa dare al circuito dei visitatori. Di qui la necessità già due giorni fa accennata dal sovrintendente archeologico Stefano De Caro («bisogna capire come andare avanti») di interrogarsi su come proseguire gli scavi. Proprio così, gli scavi, perché è ormai certo che di fianco a quello per la metropolitana c'è un altro scavo parallelo, quello archeologico. Di tutto questo è consapevole Rocco Papa, vicesindaco e assessore all'Urbanistica: «I napoletani dovranno avere ancora un po' di pazienza - spiega Papa - fare qualche sacrificio in più, perché alla luce di questo nuovo importantissimo ritrovamento è più che probabile che si possa avere un rallentamento dei lavori per il metrò. Domani avvieremo un tavolo tecnico». In realtà l'appuntamento è molto più importante di quello che appare, perché il vicesindaco incontrerà degli esperti in materia con i quali potrebbe concordare addirittura di spostare l'attuale scavo del metrò: «È una possibilità che vogliamo verificare, spostare una stazione, scavare in un posto diverso e magari più in profondità non è però cosa semplice da organizzare. Inoltre potrebbero lievitare i costi». Perché questo cambio di rotta, nonostante i ritrovamenti in quell'area sono all'ordine del giorno? All'interrogativo gli studiosi, e lo stesso De Caro, si sentono di dare una risposta. Il recupero della testa di marmo raffigurante probabilmente Nerone è la chiave di tutto. Precedentemente, nello stesso posto, è stato scoperto il gymnasium, edificio dedicato ai giochi sportivi, ma comunque un luogo di culto dell'imperatore. Immediatamente dopo il ritrovamento si pensava che il gymnasium fosse stato abbattuto volutamente dagli antichi perché troppo vicino al mare e quindi troppo esposto agli attacchi nemici. Una interpretazione che sembrava corretta, tanto che nessuno scommetteva di ritrovare statue, perché quando si abbatte un palazzo di solito queste si portano via. Ma lo stato di conservazione della scultura dell'imperatore ha, invece, aperto nuovi scenari. Vale a dire che il gymnasium potrebbe essere crollato in conseguenza di un'alluvione oppure di un terremoto e non per un atto volontario. E questo potrebbe significare che sotto piazza Nicola Amore ci potrebbero essere reperti di grandissimo pregio, altre statue, altri oggetti, a testimonianza che in quella zona si celi il cuore della Napoli di 2000 anni fa. La storia, però, non si fa con i se e con i ma, servono certezze e la sola impalcatura teorica, per quanto attendibile, non le garantisce. Occorrono studi, verifiche, ma per fare questo serve tempo. Ma tutto ciò bloccherebbe i lavori per il metrò, e oltre alla perdita di risorse economiche ci sarebbe quella ben più grave dei posti di lavoro. Di qui la necessità di individuare come andare avanti attraverso uno scavo alternativo. E cioè spostare la stazione o più semplicemente di portarla più in basso rispetto al livello attuale. Questione che solo i tecnici possono risolvere e non è detto che ci riescano. Di questo si dovrà accertare Rocco Papa domani. In piazza Municipio, invece, lo scenario è diverso: c'è il progetto per istallare in una teca di vetro la barca ritrovata. Tanto che il Comune ha già preso contatti con le compagnie navali del settore crocieristico per concordare con loro un tour archeologico per il Maggio dei monumenti.