SPILAMBERTO. All'indomani delle dichiarazioni del sindaco di Spilamberto che annunciava la realizzazione di due parchi pubblici presso l'ex convento degli Agostiniani, è intervenuta il consigliere comunale del Pdl Laura Galloni. «Il sindaco ha tralasciato di precisare che la prima area di 2.000 mq è stata ottenuta in cambio dell'edificabilità di un'area di 9.000 mq, mentre per il secondo parco è stata ceduta ai costruttori parte dell'area pubblica di Via Malatesta, ben più appetibile a fini edificatori. La nostra posizione contraria non mette in discussione la necessità di tutelare l'area adiacente al convento, ma vuole evidenziare la responsabilità che ha portato ad uno scambio iniquo. Il Tar, con sentenza n. 1624 del 2005, ha accolto il ricorso della proprietà contro la Soprintendenza e il Comune. Nelle motivazioni della sentenza si evince che il tribunale aveva richiesto alla Soprintendenza e al Comune documenti storici che permettessero di stabilire "...quanto meno un'area di rispetto dell'immobile tutelato". La Soprintendenza nel 2001 ha cercato di allargare il vincolo del 1910 sul Convento anche all'area adiacente, ma anziché rinnovare il vecchio vincolo lo ha interpretato con una più larga zona di tutela. L'errore della Soprintendenza di non rinnovare il vecchio vincolo può dipendere dall'umana fallibilità, ma anche dalla mancata conoscenza della delibera di consiglio n. 55 del 1999, con la quale il Comune di Spilamberto rilasciava l'autorizzazione ad edificare nell'area adiacente il Convento. Difetto di comunicazione? Errore procedurale? Non è più importante, poiché la sentenza ha tolto efficacia al vincolo rendendo indispensabile, ai fini della tutela dell'area, l'edificabilità di altre aree verdi».
EMILIA ROMAGNA SPILAMBERTO - Pdl: La verità sui nuovi parchi è un'altra
Il sindaco di Spilamberto ha annunciato la realizzazione di due parchi pubblici presso l'ex convento degli Agostiniani. Il consigliere comunale del Pdl Laura Galloni ha criticato il sindaco per aver tralasciato di precisare che la prima area di 2.000 mq è stata ottenuta in cambio dell'edificabilità di un'area di 9.000 mq, mentre per il secondo parco è stata ceduta parte dell'area pubblica di Via Malatesta. La Soprintendenza aveva richiesto documenti storici per stabilire un'area di rispetto dell'immobile tutelato, ma ha interpretato il vincolo in modo errato.
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