Qui ieri si è inaugurato lArchivio Antonio Cederna (www.archiviocedernait, aperto per la consultazione non-virtuale il mercoledì mattina o su richiesta). La Villa, riscattata dalla definizione che gli avrebbe riservato Antonio Cederna - «Uno dei canili di lusso dellAppia Antica!» - con un restauro che, viceversa ne ripristina ove possibile la struttura medioevale, ospita tutti i materiali che appartennero allo «Archeologo, giornalista, uomo, poeta» come recita il sottotitolo di un libro. Tremila pagine dell'archivio personale di Cederna cartelline che vanno dagli anni50 alla metà dei90 del secolo scorso, 4000 foto e 50 video - sono stati già inseriti nellarchivio elettronico curato dallIBC, listituto dei Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna. La frase citata, scritta da uno dei visitatori di Capo di Bove, fino al 2002 di proprietà privata e che lo si è scoperto dagli scavi - nascondeva nel suo giardino il tropion di Erode Attico uno dei più lussuosi impianti termali del secondo secolo d.C. è stata ripresa Rita Paris, nel suo appassionato intervento: e giustamente il Soprintendente Angelo Bottini, presentandola, le aveva riconosciuto il ruolo di domina (Signora) «di questa giornata in cui un funzionario dello Stato può essere contento di esserlo!». E dunque la Soprintendente Rita Paris ha detto: «Mi sembra che questa frase, il cancello aperto sullAppia, dove, aggiungo io, tutti i cancelli sono chiusi, possa essere simbolica...». La Soprintendente, cui tocca la tutela dei monumenti dellAppia Antica, e la direzione dellArchivio Cederna, ha tracciato una sintesi dello stato attuale delle cose: «LAppia Antica è Parco naturalistico regionale dal 1998: questo significa che non visi potrebbe fare niente se non manutenzione e conservazione. E prudenti scavi archeologici, se ci fossero i soldi. Ma in realtà ci si fa di tutto». Perché lAppia Antica è considerata "intoccabile" non dalle pubbliche istituzioni, che ne avrebbero il dirittodovere, nei limiti sopra indicati, "ma dai privati che a vario titolo, dalle officine alle ville ai vivai, se ne sono i possessati". E qui il cerchio si chiude con la lettura, da parte dellurbanista Italo Insolera - uno degli amici più sodali di Antonio Cederna - dellincipit del primo articolo sullAppia Antica, firmato da Cederna e pubblicato su Il Mondo di Mario Pannunzio: «Sulla via. Appia. Antica, fuori Porta S. Sebastiano, cè una stazione di servizio... Ridicola perché nel suo muro, ad edificazione del turista, sono incastrati frammenti antichi di marmo, iscrizioni... Tutte queste "antichità", in parte false, in parte comprate a via del Babuino, in parte rubate sulla via stessa, oltre a costituire un degno prologo per chi si accinge per chi si accinge a visitare in macchina i resti di quella che fu "la regina delle vie", hanno un grande valore simbolico: oggi lantico è tollerato solo se, fatto a pezzi insignificanti, può essere ridotto a fronzolo...». Riallacciandosi alla storica definizione dellAppia come "Regina Via.rum", Stefano De Caro, Direttore Generale della Soprintendenza Archeologica, ha proposto che lAppia antica, diventi patrimonio dellumanità, legittimato da un sito Unesco. «Per me, che sono meridionale, lAppia parte da qui dove siamo ed arriva a Brindisi. Più volte dalle tre regioni che la strada attraversa, il Lazio, la Campania e la Puglia, mi è stato chiesto come mai nessuno finora ci ha pensato. Il progetto potrebbe partire da Capo di Bove,un archivio multimediale come questo potrebbe facilitarlo, lUnione Europea potrebbe impegnarsi, anche estendendolo oltre lItalia: lAppia, antica, congiunta alla via Ignazia (o Egnazia), fino a Costantinopoli. Che è anche Istanbul. Un legame euroasiatico estremamente utile per la pace di questi tempi». Un sogno? De Caro non sembra un sognatore. Ha aperto il suo intervento in "brutali" termini di finanza. Al nostro è un patrimonio di immenso valore culturale, ma che lo Stato italiano non può gestire da solo da almeno 15 anni».
ROMA - Appia Antica contro il cemento marciamo da Roma a Brindisi
Ieri è stato inaugurato lArchivio Antonio Cederna, un archivio personale dello scrittore e giornalista Antonio Cederna, che ospita materiali come cartelline, foto e video relativi alla sua vita e lavoro. Larchivio è stato curato dallIBC, l'istituto dei Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna. Larchivio è stato aperto per la consultazione non virtuale e su richiesta. La Villa in cui si trova larchivio è stata riscattata dalla definizione che gli avrebbe riservato Cederna, uno dei canili di lusso dellAppia Antica. Larchivio è stato inaugurato in occasione di una giornata in cui un funzionario dello Stato può essere contento di esserlo.
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