La protesta di Legambiente e Italia Nostra ferma le motoseghe Tagliati solo tre fusti. "È uno scempio, non avete le autorizzazioni" Armati di catene e manifesti, gli ambientalisti romani sono scesi in strada per bloccare labbattimento di dieci piante secolari a piazza Venezia. Sono state azionate ieri mattina ruspe e motoseghe per radere al suolo cinque pini, due palme, due cipressi e una quercia. "Le autorizzazioni non sono in regola", ha tagliato corto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente. Così la protesta di Legambiente, Verdi e Italia Nostra ha fermato quello che gli attivisti definiscono uno scempio e ne sono stati tagliati soltanto tre. Duplici le versioni sui motivi che hanno portato allabbattimento: il soprintendente Angelo Bottini parla di una "rimozione necessaria per consentire lesplorazione di un edificio di grande interesse archeologico che si inserisce nel contesto del Foro di Traiano" e di un progetto che porterebbe alla musealizzazione e fruizione pubblica di un tesoro archeologico. Mentre lassessore capitolino allAmbiente Fabio De Lillo dice che i tagli sono giustificati dal proseguimento dei lavori per luscita della nuova metro C. È querelle. "Non vogliamo fermare lo sviluppo della città ? commenta Francesca Santolini, assessore allAmbiente del municipio I e promotrice della manifestazione ? se gli alberi creassero intralcio alla realizzazione di unopera essenziale per lequilibrio ambientale della città, come è la metro C, sarebbe ragionevoli sacrificarli, così come per realizzare un grande parco archeologico. Ma siamo davanti a una decisione presa fuori dal quadro più ampio di una risistemazione della piazza, non cè stata nessuna concertazione e quegli alberi fanno parte di uno strato storico della città". Ma cè di più. Oltre alla tutela del paesaggio e di piante che hanno più di ottantanni, il presidente di Legambiente Lorenzo Parlati dice che le autorizzazioni non sono in regola. "La richiesta del taglio di 10 alberi - sottolinea Parlati - è firmata dal capo del dipartimento Ambiente del Comune di Roma, Paolo Togni che non ha lautorità per farlo, quindi ha scavalcato il Servizio Giardini che è lunico che invece può dare lautorizzazione». Proprio per questo motivo Legambiente ha chiesto il blocco delle motoseghe e la verifica di tutta la documentazione. In piazza, tra i cartelli con sopra scritto "Povere piante, povera città" e "Siete impazziti?", è sceso anche il presidente romano di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana che punta il dito contro la giunta capitolina: "La latitanza dellamministrazione comunale è molto preoccupante, non si è sentita nessuna voce di rassicurazione dal Campidoglio che invece dovrebbe essere sulle barricate di fronte a chi vuole deforestare quello che cè da secoli nel quadrato storico di Roma". Fermate le motoseghe, lappuntamento è per oggi: De Lillo ha convocato un tavolo con Soprintendenza, Metro e ambientalisti per decidere se proseguire o meno i lavori.