Accelerare le procedure di vendita degli immobili. E spingere perché arrivi un aiuto di Stato. Sono le uniche strade perché luniversità di Siena possa sperare di uscire dallo spaventoso pantano dei debiti. La procedura è lunga, complessa, ha vincoli precisi. E occorre che la macchina si metta presto in moto. Intanto si è dimesso il direttore amministrativo dellateneo Loriano Bigi. Una nota delluniversità informava, ieri sera, che «oggi il rettore delluniversità di Siena Silvano Focardi ha chiesto a Loriano Bigi di lasciare lincarico di direttore amministrativo. Il rettore ha ribadito la sua piena fiducia nel direttore amministrativo e nel suo operato, ma ha avanzato questa richiesta per dare seguito alla necessità di lanciare un segno di cambiamento nella gestione amministrativa dellateneo. Bigi in serata ha inviato un messaggio a tutto il personale dellateneo in cui annuncia le dimissioni dallincarico». A proposito della vendita degli immobili, ottenute le autorizzazioni alle cessioni, lateneo deve necessariamente bandire una gara. E lunico modo per far cassa. Nessuno può aiutarlo. Neppure il solitamente munifico Monte, che è già esposto per oltre 100 milioni ed è bloccato dalla legge che gli impedisce di esporsi ulteriormente sulla base dei limiti imposti agli anticipi di tesoreria e dal tetto di spesa degli enti pubblici territoriali. Resta, quindi, solo la strada della vendita degli edifici. Che può attivare le risorse necessarie. Ma che ancora non è partita. Il buco è di 250 milioni, secondo i dati tecnici portati dalluniversità al tavolo con Comune e Provincia, rielaborato dai tecnici. Novantotto milioni di debiti sono con lInpdap, 27 per lIrap, 1 con Inps, 20 di residui passivi. A questi 146 milioni i tecnici aggiungono 44 milioni di sbilancio del 2008, 59,6 di squilibrio finanziario 2009-2012 per arrivare a 249,46 milioni. A questi numeri si aggiungono i mutui in essere (con il Monte lateneo ne ha per 90 milioni con una rata di circa 10 milioni con scadenze semestrali, più un affidamento di 20 milioni utilizzato per 17,5 milioni). Un ulteriore sforzo il Monte lo fa mettendo in conto di non riscuotere la rata di fine anno dei mutui. Nel dettaglio, 55,3 milioni di debito sarebbero maturati nellepoca Tosi (33,7 milioni di Irap non pagata nel 2004 con successivo accordo di rateizzazione per 683.000 euro mensili e 21,6 milioni nel 2005 con successivo accordo di rateizzazione per 609.000 euro mensili). Il resto del debito è maturato con Focardi rettore. E il buco di 250 milioni è destinato ad allargarsi se le scadenze dei prossimi anni non dovessero essere rispettate. Il quadro finanziario complessivo dovrebbe comunque garantire il pagamento degli stipendi dei prossimi due mesi. Il futuro è invece legato alla rapidità con cui verranno ceduti pezzi del patrimonio dellateneo e dallintervento del ministero che ieri è stato auspicato con forza anche dai vertici locali del Pd Simone Bezzini e Franco Ceccuzzi. «Il Piano di risanamento dellateneo - spiegano però i due - non può prescindere dallanalisi degli errori amministrativi, gestionali e strategici che si sono stratificati negli anni e per questo dovrà avere un profilo più netto e radicale dal punto di vista delle questioni riorganizzative».
BARI - Vendere gli immobili Focardi non ha scelta
Luniversità di Siena si trova in una grave situazione finanziaria con un debito di 250 milioni. La procedura di vendita degli immobili è lunga e complessa, ma è necessaria per risolvere il problema. Il rettore Silvano Focardi ha richiesto le dimissioni del direttore amministrativo Loriano Bigi per lanciare un segno di cambiamento nella gestione amministrativa. La vendita degli immobili è l'unico modo per far cassa, ma non è ancora partita. Il Monte è bloccato dalla legge che gli impedisce di esporsi ulteriormente.
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