CAGLIARI. La comparsa di sei franchi tiratori non ha fatto saltare l'intesa, raggiunta a fatica dalla maggioranza per le divisioni interne e per le resistenze della Giunta di Renato Soru, sulle procedure di approvazione del Piano paesaggistoco. L'articolo politicamente più rilevante della nuova legge urbanistica è stato approvato ieri pomeriggio con 39 sì (su 45 presenti del Centrosinistra) contro 33 no (i rappresentanti delle opposizioni erano però solo 27). L'intero testo di riforma potrebbe essere votato domani. All'inizio della discussione le posizioni erano molto distanti. Dato che il Consiglio, approvando nei giorni scorsi gli articoli precedenti, si è ritagliato il potere di approvare il Dpt (Documento di programmazione territoriale), vale a dire l'atto fondamentale della pianificazione urbanistica e paesaggistica, la Giunta con l'assessore Gian Valerio Sanna si è battuta ieri per ottenere in via esclusiva la procedura sul Ppr. Settori della maggioranza e l'opposizione nel suo complesso erano dell'avviso contrario: anche il Ppr, in linea con quanto indicato dalla legge Statutaria, deve essere approvato dal Consiglio anche se elaborato dalla Giunta. Dopo nuove polemiche e sospensioni che hanno caratterizzato la seduta di ieri mattina, nel pomeriggio è tornata in campo l'originaria proposta del Ps di Peppino Balia: la Giunta approvi il Ppr ma prima sia il Consiglio a verificarne la coerenza con il Dpt. A rilanciare questa mediazione è stato il leader di Sinistra democratica, Renato Cugini, molto attivo in aula in questo periodo forse per fare concorrenza ai rivali di Rifondazione comunista: i quali, a arte Paolo Pisu che voleva che l'approvazione «definitiva» fosse del Consiglio, sono da tempo schierati sulle posizioni della Giunta, cosa che ha messo in allarme Sd in vista delle scelte di Renato Soru e i suoi per le elezioni. La linea Balia-Cugini, che poco dopo hanno festeggiato alla bouvette di Angelo Saracino, proprio sotto l'aula, non ha faticato a trovare consensi nella maggioranza, benché l'assessore Sanna non fosse del tutto d'accordo sul diritto di veto assegnato al Consiglio dall'emendamento orale presentato da Cugini (in quel momento Balia era assente dall'aula). L'emendamento prevede che la Giunta presenti il Ppr alla commissione Urbanistica, che questa lo esamini entro 30 giorni per verificarne la coerenza con il Dpt e che in caso negativo lo rispedisca alla Giunta per le correzioni: solo a coerenza verificata, la commissione può dare il parere (positivo e negativo sui contenuti) essenziale alla Giunta per l'approvazione formale. L'opposizione di Centrodestra ha cercato di approfittare delle difficoltà del Centrosinistra e con Roberto Capelli ha chiesto il voto segreto per l'approvazione dell'articolo. Che è passato con sei voti in meno del previsto. L'opposizione non ne ha fatto un dramma: sul piano politico elettorale preferisce poter dire che la Giunta ha difeso il potere di approvare il Ppr e che la maggioranza si è dovuta piegare nuovamente ai diktat del governatore. Anche se, per la verità, proprio stavolta Renato Soru non appare soddisfatto.
SARDEGNA - Urbanistica, 6 franchi tiratori ma l'intesa regge
La maggioranza del Consiglio comunale di Cagliari ha approvato ieri pomeriggio l'articolo politicamente più rilevante della nuova legge urbanistica, con 39 sì su 45 presenti. L'approvazione è stata raggiunta dopo una lunga discussione e polemiche, con la Giunta di Renato Soru che ha cercato di ottenere in via esclusiva la procedura di approvazione del Piano paesaggistico. La proposta di approvazione del Ppr è stata avanzata da Peppino Balia, leader del Partito Sardo di Alleanza, e sostenuta da Renato Cugini, leader di Sinistra Democratica.
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