Risanamento, riorganizzazione, rilancio. Passa attraverso tre «R» il futuro del San Carlo. Al termine dell'incontro tra il sindaco-presidente del cda e i rappresentanti sindacali, tutti sembrano soddisfatti. La Iervolino di aver preso in mano la situazione lanciando un appello ai privati perché investano in cultura, i lavoratori perché è stata garantita la regolarità degli stipendi, i sindacati coinvolti da un'apparente unitarietà d'intenti (anche se la Cgil esprime da sola in un comunicato il suo plauso al sindaco), il sovrintendente Lanza Tomasi perché non s'è parlato di sue eventuali dimissioni anche se l'altro giorno proprio i sindacati avevano imputato sprechi alla sua gestione. È stata una retromarcia dei lavoratori o una loro più pacata riflessione politica sulle convenienze del momento? «La piena sfiducia rimane, abbiamo solo accettato il tipo di verifica proposto dal sindaco», dice Franco Spizzica segretario della Fials. Fa eco Mimmo Cascone, Uil: «Abbiamo anche ribadito il no al commissariamento». «A noi interessano i soldi a fine mese, ma la gestione è loro e ne rispondono loro, dispiace per il teatro», commenta però con un pizzico di amarezza un dipendente del teatro mentre sotto i portici di via San Carlo alcuni sindacalisti fanno il resoconto della mattinata a Palazzo San Giacomo. Una mattinata lunga, iniziata alle nove in punto. Nella sala giunta Iervolino, il senatore Tessitore, le segreterie territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Com Uil, FialsCisal e Ugl Com Ugl, le rsu. «Non c'è stato alcun tentativo di strumentalizzare le difficoltà del momento, è stata una riunione molto equilibrata, la difficoltà dei teatri lirici è la stessa in tutt'Italia», riferisce il sindaco non risparmiando una stoccata al consigliere del teatro Maurizio Pietrantonio e al consigliere comunale di An, Laboccetta, che proprio durante la riunione con i sancarliani si intrattenevano nei corridoi del Municipio. Pietrantonio è sempre stato molto critico con la gestione Lanza Tomasi, Laboccetta ha più volte richiesto le sue dimissioni e ancora ieri, in un comunicato, ha denunciato che in teatro si svolgono feste per i matrimoni e si sta organizzando una serata «tango e ragù»: «Mi si dirà - spiega - che per fare cassa tutte le iniziative sono buone. Chiedo a tutti coloro che sono scesi in campo in nome della cultura a difesa di una politica gestionale che io giudico sbagliata, se questa è la strada giusta per superare l'attuale stato di crisi». Ma per superare la crisi la Iervolino ha una ricetta. Anche se, confessa, rimase sbalordita quando si insediò alla guida del teatro nel 2001 nel sapere che lo sbigliettamento influisce pochissimo sulle entrate del teatro, un'azienda «anomala» visto che produce cultura e non profitto, e ha suoi meccanismi specifici. Anche per questo, dice, «non mi piace giocare allo scaricabarile» e quindi non intende «batter cassa» al Governo che «non ha soldi». Allora? «Per gli enti pubblici non è un momento di vacche grasse. La comunità deve mettere insieme le sue forze economiche, ma lo Stato deve garantire la defiscalizzazione per chi investe in cultura, secondo lo schema americano. È l'unico modo per incentivare la presenza dei privati nelle Fondazioni liriche. La settimana prossima incontrerò Diego Della Valle, chissà che non faccia un pensierino sul San Carlo...». Per l'immediato, invece, il sindaco punta tutto sulla commissione varata dall'ultimo cda. Ne fanno parte Tessitore e Francesco De Simone il cui compito è quello di vagliare le spese e suggerire modifiche: «Non si tratta però di scavalcare il sovrintendente. A lui resta il suo compito. Al cda spetta un atto di responsabilità in più in un momento in cui le risorse si assottigliano. Mi sento perciò di invitare il consigliere Pietrantonio a partecipare, lui che da anni denuncia gli sprechi, ha l'occasione di dirci quali e dove sono». Un invito cui si associa Franco Andolfi, Cgil: «È una opportunità per lavorare seriamente per il bene del teatro».