Docenti e studenti hanno portato in strada i "bancarielli" della cultura sui quali sono state presentate tutte le discipline scientifiche e le attività di ricerca svolte. Una giornata di mobilitazione che ha attratto centinaia di persone, passanti, studenti, ricercatori ma anche moltissimi bambini delle scuole elementari dei quartieri spagnoli. La manifestazione è stata fortemente voluta dal consiglio di facoltà di Scienze che già la settimana scorsa aveva presidiato piazza del Gesù con i suoi "bancarielli" della cultura. «L'obiettivo è di spiegare come sia importante la ricerca e quanto potrebbe regredire il Paese se venissero applicati i tagli del Governo al mondo dell'università» spiegano i ricercatori. E la città sembra essere sensibile alla protesta. Intere classi dell'Ic «Pasquale Scura Paisiello», ad esempio, hanno partecipato agli esperimenti della facoltà di Chimica sulle cozze. «La cozza impepata è buona ma a volte non perdona» recitava il manifesto dell'esperimento che consisteva nell'analisi delle cozze prima di essere immesse sul mercato. I bambini inoltre hanno imparato con gli studenti del corso di Matematica a creare un campionato di calcio e ascoltato lezioni di biologi sulla raccolta differenziata . «Abbiamo scelto di venire di nuovo in piazza dice Elena Sassi docente di Fisica generale e promotrice dell'iniziativa per spiegare alla gente cosa potrebbe accadere se fossero confermati i tagli del governo. Purtroppo i tagli mettono a rischio la cultura di tutti e non solo la ricerca. Se non c'è investimento in cultura non c'è sviluppo e abbiamo deciso di continuare ad organizzare giornate di questo tipo per tutto l'inverno scegliendo piazze diverse». La linea della protesta pacifica e delle lezioni in strada ha contaminato anche altre facoltà. In mattinata infatti anche Ingegneria, Farmacia e Veterinaria hanno occupato uno spazio davanti al Palazzo Reale. Ma è stata soprattutto l'ironia degli studenti ad attirare l'attenzione delle persone. Con uno striscione «cervelli in fuga» un gruppo di studenti correva tra i passanti mentre con un'offerta di un euro si poteva tirare una torta in faccia alla ricerca, ovvero un giovane ricercatore che rappresentava la ricerca di base. La giornata di mobilitazione si è conclusa con un'assemblea promossa dagli archeologi a Palazzo Giusso che sono doppiamente preoccupati sia per i tagli alle università che per la mancanza di fondi destinati ai beni culturali. Oggi ad Ingegneria ci sarà un'altra assemblea e lunedì prossimo di nuovo a palazzo Giusso alle ore 11 con i Beni Culturali.
CAMPANIA - Lezioni, esperimenti e dibattiti. Piazza del Plebiscito ieri si è vestita di eccellenza grazie alla facoltà di Scienze.
Una manifestazione di mobilitazione è stata organizzata dai docenti e studenti universitari per protestare contro i tagli al mondo dell'università. La manifestazione ha attratto centinaia di persone, tra cui studenti, ricercatori e bambini delle scuole elementari. I manifestanti hanno spiegato come la ricerca e la cultura siano importanti per il Paese e come i tagli possano avere conseguenze negative. La manifestazione è stata organizzata anche per sensibilizzare la gente sulla mancanza di fondi destinati ai beni culturali. I manifestanti hanno utilizzato l'ironia e le lezioni in strada per spiegare il loro messaggio. La manifestazione si è conclusa con un'assemblea degli archeologi e si ripeterà domenica prossima.
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