Il cantiere del metrò di piazza Nicola Amore ormai quello da dove stanno emergendo i più interessanti reperti archeologici: è di venerdì il rinvenimento della testa marmorea che con ogni probabilità raffigura Nerone. Una scoperta che gli esperti reputano molto significativa, è dello stesso parere Stefano De Caro, sovrintendente archeologico regionale. Davvero la scultura raffigura Nerone? «Non siamo ancora sicuri al cento per cento che si tratti di Nerone, è certamente un principe della famiglia imperiale, siamo negli anni 50 dopo Cristo. La scultura è in condizioni tali che non ci consente di essere ancora precisi al riguardo». Quali sono i dubbi? «Oltre allo stato di conservazione della statua, ci sono dei pro e dei contro da considerare. Fra le indicazioni positive c'è quella della datazione. Mentre invece la barba e anche la capigliatura non corrisponde esattamente. Però potrebbe essere un Nerone giovane». Cosa significa, dal punto di vista storico, questo ritrovamento? «Che quell'area dove abbiamo scavato l'edificio del gymnasium, sicuramente era un luogo di culto imperiale». Vale a dire che potrebbero esserci anche ulteriori ritrovamenti? «Non siamo arrivati ancora tanto in basso, è verosimile che ci possano essere altre statue, altri ritrovamenti di uguale importanza. Però dobbiamo aspettare ancora prima di dire questo». Quindi non se la sente di dire che quella statua raffigura Nerone? «Il reperto è troppo sporco per dare certezze: bisogna ripulirlo, restaurarlo, esaminarlo bene per sciogliere tutti i dubbi» Teme che il prosieguo dello scavo archeologico possa in qualche modo rallentare quello della metropolitana? «Il problema potrebbe sorgere, bisogna capire come continuare lo scavo del metrò. Lo affronteremo nella sede opportuna».
NAPOLI - Metrò: intervista al Sovrintendente De Caro
Il cantiere del metrò di piazza Nicola Amore ha prodotto reperti archeologici interessanti, tra cui la scoperta di una testa marmorea che potrebbe raffigurare Nerone. Gli esperti ritengono che la scultura sia molto significativa, ma non sono ancora sicuri al cento per cento che si tratti di Nerone. La datazione della scultura è stata indicata come una delle prove positive, ma ci sono anche dubbi sulla barba e sulla capigliatura. Il ritrovamento suggerisce che l'area dove si è scavato l'edificio del gymnasium era un luogo di culto imperiale, e potrebbero esserci altri ritrovamenti di uguale importanza.
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