Ditte qualificate per restaurare i palazzi storici. Per effettuare restauri con scavi che possono anche portare a scoperte archeologiche. Solo così - secondo Sauro Barsotti, titolare della Barsotti costruzioni, impresa con una quarantina di dipendenti e una lunga esperienza nel campo del restauro di qualità - Lucca può ambire a diventare la sede dell'Osservatorio permanente delle città d'arte, su cui punta anche il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. Sollecitato dall'assessore alla cultura, Letizia Bandoni, a esprimere un giudizio sul convegno della settimana scorsa, nel quale si è discusso dell'Osservatorio e della necessità di abbinare un convegno nazionale itinerante, a cadenza annuale, Barsotti ribadisce la necessità di avere imprese edili con il marchio di qualità. E sottolinea che queste imprese devono essere coinvolte nel progetto dell'Osservatorio delle città d'arte. «Se in un'operazione del genere si lasciano fuori imprese e professionisti preparati - evidenzia Barsotti - i risultati rischiano di essere parziali. È inutile avere tanti palazzi storici se poi il recupero viene affidato a ditte che non sono sensibili o non hanno il personale preparato per salvaguardare un elemento architettonico o per far affiorare un affresco. Questo è quello che succede a tanti privati, ma anche alla Curia. Affidare interventi di una certa importanza a ditte non qualificate, che magari hanno certificazioni ma non esperienza nel settore del restauro e degli scavi, significa declassare anche la città». E farla uscire, piano piano, da quella cerchia ristretta delle città d'arte. «Al contrario - dice Barsotti - ricercare ditte qualificate per le ristrutturazioni diventa non solo una garanzia per l'identità della città, ma anche un mezzo per contrastare due fenomeni che affliggono il settore: il lavoro nero e gli incidenti sul lavoro. Dove ci sono professionalità preparate, operai qualificati, è più difficile che ci si trovi di fronte a casi di morti bianche. Mi auguro che anche il ministro Bondi, oltre al Comune, tenga conto di queste osservazioni».