Angelo Bottini guarda il Campidoglio dal basso di piazza Santa Maria di Loreto. Qui gli esperti della sua Soprintendenza, guidati dallarcheologo Roberto Egidi, hanno messo le mani su un importante, inedito edificio detà imperiale. Ma ora sono fermi. Perché, per scoprire del tutto i resti, lo Stato ha chiesto al Comune di abbattere gli alberi che si trovano sopra le magnifiche vestigia. «Noi siamo tranquilli, abbiamo avuto lok del ministero Beni culturali e ora aspettiamo di avere il parere definitivo del Comune» precisa larcheologo, che non ci sta a passare come lAttila degli alberi. Bottini, gli ambientalisti protestano per il taglio delle prime tre piante avvenuto ieri: una perdita indispensabile? «È un sacrificio, mi rendo conto, importante. Che non avremmo chiesto a cuor leggero se non fossimo convinti della straordinarietà delledificio che - ora possiamo dirlo con maggiore sicurezza - è di età adriandea. No, noi non siamo nemici della natura, per carità. Ma chiediamo un sacrificio per il bene della scienza e per lacquisizione di un importante tassello nellurbanistica dellantica Roma. Gli alberi ricrescono, i monumenti no». Avete trovato dei gradini: di che tipo di edificio si tratta? «Per capirlo fino in fondo, dobbiamo fare uno scavo stratigrafico completo che prevede necessariamente labbattimento degli alberi, piantati nel Novecento al di sopra di una struttura che si inserisce nel contesto del Foro di Traiano. È vero, cè una gradinata, ma i gradini si sono rivelati punti di seduta, nella tipologia della Curia Senatus, accuratamente rivestiti di marmo e abbiamo individuato anche un parapetto. Abbiamo trovato insomma un interno, un luogo di incontro e di discussione, non la scala dingresso». Unopera sconosciuta? «Sì, non era segnata nella Forma Urbis. Ed è uno dei punti chiave di congiuntura tra i Fori Imperiali e il Campo Marzio». È un impedimento alluscita della Metropolitana? «Noi siamo stati chiamati ad eseguire uno scavo preventivo. Non possiamo ancora dire con certezza se di lì si passa o no. È possibile che, oltre il fronte venuto alla luce, ossia sotto le radici dei pini, delle palme e degli altri alberi, non ci sia nulla: e questo nel caso in cui il resto delledificio è stato distrutto in epoca tarda». E in quel caso, cosa farete? «È unipotesi, ma ci sarebbe spazio per la rampa di risalita dei passeggeri della Metro». E la monumentale "scalinata" che fine farebbe? «Il nostro progetto non prevede certo di reinterrare larea scavata - sottolinea Bottini - perché puntiamo ad una soluzione a vista. Sarebbe uno dei luoghi in cui la realizzazione della fermata della Metro C sarebbe caratterizzata da una soluzione di musealizzazione e fruizione pubblica di un tesoro archeologico». A proposito di Metro C, avete messo in sicurezza, coprendo con la pozzolana, gli scavi al centro di piazza Venezia. Cosa succede ora? «Verrà restituito il verde al centro dellaiuola». Il prato, magari lalbero di Natale. E le paratie che avevate richiesto, e lo scavo insomma? Non si fa più? «Stiamo aspettando che ci dicano di riprendere i lavori, e le paratie serviranno sia per lindagine archeologica sia per lo scavo della stazione. In attesa, però, non possiamo lasciare la piazza in quella situazione: cè bisogno di fare qualche cosa contro il traffico caotico».
ROMA - Angelo Bottini "Sacrifichiamo il verde ma per antichi tesori"
Angelo Bottini, direttore della Soprintendenza Archeologica di Roma, ha espresso preoccupazioni per il taglio degli alberi sopra un edificio imperiale di età adriandea, scoperto nella piazza Santa Maria di Loreto. Gli esperti hanno richiesto l'abbattimento degli alberi per eseguire uno scavo stratigrafico completo. Bottini sostiene che gli alberi ricrescono, ma i monumenti no. Ha descritto gli scavi e ha espresso la speranza di poter fare una soluzione a vista. Ha anche parlato della Metro C e ha espresso la speranza che la fermata possa essere caratterizzata da una soluzione di musealizzazione e fruizione pubblica di un tesoro archeologico.
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