Una testa a grandezza naturale in marmo, raffigurante con ogni probabilità un Nerone giovane: questo l'ultimo tesoro venuto alla luce a Piazza Nicola Amore nel corso dello scavo della metropolitana che sta diventando sempre più il pozzo dei desideri degli archeologi di tutto il mondo. Il rinvenimento è avvenuto venerdì pomeriggio ed è la conferma che quell'area della città nell'antichità era pubblica e di grande rilevanza: «Il dato che emerge è proprio questo - spiega la dottoressa Gianpaola che segue lo scavo da vicino - A Napoli simili ritrovamenti ce ne sono stati pochi del resto non capita tutti i giorni di ritrovare statue di imperatori». Il punto è proprio questo capire se davvero si tratti di Nerone oppure di un altro personaggio. Al momento le condizioni della statua, è sporca e le incrostazioni contribuiscono a non fare chiarezza, non consentono una individuazione certa, ma gli esperti pur non sbilanciandosi reputano verosimile che quella testa possa raffigurare davvero Nerone. La certezza è invece che il ritrovamento fa luce sul fatto che anche Napoli è stata città di culto imperiale come dimostra nella stessa zona la scoperta dell'ingresso di un edificio pubblico di età augustea, probabilmente il gymnasium della cittadella olimpica, che è un edificio di culto imperiale come hanno sottolineato gli esperti. Grande l'entusiasmo per il ritrovamento della statua come dimostra l'attivismo di queste ore con Luigi Necco, ambasciatore di Napoli nel mondo investito subito del compito di organizzare un convegno fra studioso per valutare il significato di quanto sta emergendo da Piazza Nicola Amore: «È la conferma - spiega Necco - che il mistero in quella zona c'era e c'è ancora e che bisogna continuare a lavorare per portarlo alla luce. Se è davvero Nerone, significa che mentre altrove le tracce del suo regno sono state cancellate a Napoli ciò non è accaduto e questo confermerebbe la città come luogo di culto imperiale». Un mistero che se svelato dovrebbe portare finalmente all'apertura di un museo metropolitano della città del quale Necco ambisce a essere il direttore. Tant'è, la realtà è che lo scavo della metropolitana sta contribuendo a riportare alla luce pezzi di un passato che non finisce di stupire. Il metrò una volta terminato davvero sarà un viaggio nella storia e oltre a essere una grande comodità per i napoletani sarà un'attrattiva unica per i turisti. Ma il punto è proprio questo, se e quando si riuscirà a ultimare la linea della metropolitana. Perché come confermano i tecnici più si scava e più emergeranno reperti, la testa di Nerone è solo l'ultimo dei ritrovamenti, in tanti sono pronti a scommettere che sotto Piazza Nicola Amore i tesori destinati a venire alla luce sono ancora tanti. E tutto questo rallenta e notevolmente i lavori per il completamento del metrò. Una grana non di poco conto alla quale va aggiunto che il rallentamento dei lavori della metropolitana mette in discussione molti posti di lavoro. Un tema sollevato dal direttore della metropolitana Gianneggidio Silva con il sindaco. Al momento sono state adottate contromisure facendo in modo che i cantieri lavorino a ritmo continuo e anche nei giorni festivi. Parando il colpo di scioperi che pure già ci sono stati. Una misura che sta funzionando, ma ulteriori rallentamenti potrebbero far tornare nuovamente di moda lo stato di crisi.
NAPOLI - Metrò: altra scoperta archeologica nel corso degli scavi
Una testa a grandezza naturale in marmo, raffigurante con ogni probabilità un Nerone giovane, è stata ritrovata a Piazza Nicola Amore durante lo scavo della metropolitana. La statua è sporca e le incrostazioni contribuiscono a non fare chiarezza, ma gli esperti reputano verosimile che possa raffigurare davvero Nerone. Il ritrovamento fa luce sul fatto che Napoli era una città di culto imperiale, come dimostra la scoperta dell'ingresso di un edificio pubblico di età augustea. Il direttore della metropolitana, Gianneggidio Silva, ha adottato contromisure per rallentare i lavori e prevenire lo stato di crisi.
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